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Tenuta Bossi solo “Amore e Luce”

Le dimore storiche italiane sono un patrimonio prezioso, un filo rosso che lega il passato con il futuro, la memoria con l’innovazione. Mantenere una Dimora Storica richiede impegno, amore e possibilità economiche. Molte delle residenze più belle sono gestite dai proprietari che nei secoli le hanno curate, ne hanno coltivato i terreni, trasformato i giardini in luoghi meravigliosi che attirano turisti e viaggiatori da tutto il mondo. È facile comprendere come oggi la gestione di una di queste residenze richieda grandi competenze dovendosi confrontare, tutti i giorni, non solo con una normale gestione aziendale ma soprattutto con le amministrazioni pubbliche, i Beni Culturali e una tassazione “importante”.
L’associazione Dimore Storiche Italiane nacque a Roma nel 1977,  è un Ente Morale che non ha  scopo di lucro e oggi è presente in tutte le regioni italiane. La Sezione Toscana è  la la più consistente con quasi 1000 soci sotto la presidenza del Marchese Bernardo Gondi.03
Ed è con lui e con suo figlio Gerardo che abbiamo parlato e appreso come sia impegnativa la gestione di una Dimora Storica.
La storia della famiglia Gondi affonda le radici nella terra Toscana. Discendenti della Consorteria dei Filippi (Braccio Filippi fu investito nel 787 della carica di Cavaliere da Carlo Magno), furono collocati da  Dante nella Divina Commedia   nel XVIII canto del Paradiso e nominati come  fra i più antichi abitanti di Firenze. Alle origini guerriere i Gondi, nei secoli, hanno aggiunto molteplici esperienze: sono stati commercianti della seta, consiglieri, banchieri e molto altro.
Oggi la famiglia gestisce con grande passione i propri palazzi, le fattorie e le tenute. Una passione che traspare dalle parole di Gerardo Gondi mentre racconta della tenuta Bossi che i Gondi acquistarono nel 1592 per ampliare le loro proprietà nel Chianti Rufina. Le parole che spiccano sono “amore e luce”, ciò che serve nella cura dei vigneti. E qui in questo territorio meraviglioso, con  le prime tracce di coltivazioni risalenti all’epoca etrusca, dove le vallate di due fiumi, l’Arno e la Sieve, creano un clima particolarmente favorevole,  nascono le eccellenze prodotte oggi dalla famiglia.
La scelta di avvalersi di vitigni autoctoni, oltre ai classici internazionali, la posizione geografica felice, il terreno galestroso,  la raccolta manuale delle uve e una lavorazione classica, regalano vini dai profumi primari intensi, prodotti di grande struttura, eleganti nella loro potenza.
05Ed è in questa cornice che si inserisce Villa Bossi, residenza storica, acquistata  alla fine del 1500. Ampliamenti e rifacimenti della metà del ‘700 e di fine ‘800, voluti da Maria de la Bruierre,  la giovane vedova  francese di Francesco Gondi, le hanno donato un aspetto meno austero e campagnolo, un’eleganza che ben si inserisce nelle linee precise create dai filari che corrono per le colline, dai campi argentei di olivi.
Oggi la tenuta Bossi è anche agriturismo con case immerse nella campagna toscana, case dove si respira la storia, fatta di successi, lavoro e amore per un territorio unico.

Roberta Capanni


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Sonia Biasin

Wine Writer, Diplomata sommelier con didattica Ais e 2 livello WSET. Una grande passione per il territorio, il vino e le sue tradizioni.

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2 Comments

  1. Pingback: Tenuta Bossi solo “Amore e Luce”
  2. Bellissima storia e splendida rubrica per conoscere meglio il patrimonio storico artistico italiano. Grazie a questa Associazione che preserva la nostra storia e la nostra cultura.

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