Vino e Ristoranti

Tendenze del vino italiano

La vendemmia del 2021 è avviata in tutta Italia.

Le prime stime produttive prevedono tra i 44 e i 47 milioni di ettolitri con una diminuzione di resa che oscilla tra il 5 e il 10 %.

La situazione nelle vigne è assai diversa rispetto al 2020 ma simile per quanto riguarda le giacenze.

La regione con più vini in cantina è il Veneto davanti a Toscana,  Emilia Romagna, Puglia e Piemonte.

Il 51,5 % dei vini giacenti in cantina sono DOP, il 26,8 % IGP, il 20,5 sono vini comuni e l’1,5 % vini varietali.

Molte cantine si sono indirizzate a produrre vini a basso contenuto di alcol o addirittura completamente privi.

Nel 2023 entreranno in vigore le regole della Nuova PAC – Politica Agricola Comunitaria e il mercato per queste tipologie è in ascesa.

Negli Usa si stima una crescita del 10 % da quest’anno fino al 2024.

Cresce anche il mercato dei Fine Wines e dei vini da collezione.

L’Italia ha fatto la parte del leone nel 2020 in questo segmento ma nel 2021 avanzano i vini della Borgogna e gli champagnes.

Altro settore in ascesa e quello dei vini rosati che dilagano in Canada, Usa e Germania e ha conquistato consumatori ed appassionati in Italia.

La DOC Venezie ha avviato dal 2017 una ricerca per riscoprire le tipologie Rosato e Ramato del Pinot Grigio.

Nei decenni la produzione si è orientata ad offrire praticamente solo la versione bianca ma la ricerca finanziata dalla regione vuole recuperare la vinificazione tradizionale.

Il metodo praticato sin dal 1800 consiste nel lasciar macerare le uve con le bucce per un tempo variabile ottenendo un colore ramato o buccia di cipolla.

L’intento è quello di definire una vera e propria identità del colore indicandolo nelle etichette delle bottiglie scegliendo il termine più coerente rispetto al risultato ottenuto.

In Barbagia e nello specifico a Mamojada stanno ragionando sull’ipotesi di una DOC Territoriale.

Le DOC più utilizzate in Sardegna sono basate sul vitigno e non sui territori e in Barbagia l’identità territoriale è fortissima.

Visto che ad esempio in Piemonte, Toscana e Sicilia  alcune DOC e DOCG trainano il comparto vitivinicolo e conseguentemente il territorio i viticoltori barbaricini si stanno orientando ad avviare il percorso. 

Umberto Faedi 


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Redazione

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