Stile e Società

Sui “dehors” niente parere della Soprintendenza

È notizia fresca: gli esercenti del Friuli Venezia Giulia hanno vinto. Le fioriere, i tavolini con sedie, i divanetti e gli ombrelloni torneranno ad occupare il suolo pubblico, in barba alla rigida interpretazione della Soprintendenza che fin da questa primavera ha stravolto le vie e le piazze nei centri storici e delle località turistiche, rendendole aridi deserti.

All’inizio dell’anno abbiamo già segnalato il problema che accomunava tutta la penisola: le Soprintendenze regionali per i beni architettonici e paesaggistici avocavano a sé le autorizzazioni di occupazione di suolo pubblico, secondo le direttive impartite dall’allora ministro Ornaghi dei Beni culturali (nel Governo Prodi, fino ad aprile 2013) che hanno reso ancor più severa la vigilanza in merito alla tutela “monumentale”.
Le Soprintendenze avevano il potere di inficiare le autorizzazioni comunali, con parere vincolante, in assoluto, ed avevano sfornato raffiche di pareri negativi sugli allungamenti verso l’esterno di ristoranti, pizzerie, gelaterie, caffè, gelaterie, facendo togliere pedane, tendoni, e persino i divanetti, e, cosa ancor più allucinante, qualsiasi vaso con piante. In nome del “decoro”, in quanto queste postazioni “deturpano il paesaggio e alterano gli aspetti estetici ed architettonici dell’ambiente”.
Con il risultato che i turisti non potevano godersi alcuno spettacolo stando comodamente seduti a consumare un ristoro e con il rischio di inoccupazione di migliaia di camerieri stagionali e del drastico calo della circolazione del denaro. Bel servizio al Sistema Italia da parte di un organo di governo!

 

È chiarito “in via definitiva”, ha annunciato l’assessore regionale FVG alle Infrastrutture, mobilità, lavori pubblici, Mariagrazia Santoro, nella conferenza stampa, che il parere vincolante della Sovrintendenza sulle installazioni temporanee nelle zone monumentali “non riguarda gli arredi esterni agli esercizi pubblici, purché non fissati al suolo”.
La governatrice Serracchiani (in videocollegamento) ha spiegato che mercoledì scorso a Roma è stato firmato un Protocollo d’intesa con il Segretario generale del dicastero, dopo che «Il ministro Franceschini ha accolto il nostro appello, consentendoci di siglare un accordo che va nella direzione di semplificare le procedure amministrative».

 

La Regione Friuli-Venezia Giulia è la prima ad aver sottoscritto un accordo che sancisce la “non assoggettabilità” ai pareri vincolanti della Soprintendenza delle strutture temporanee allestite in luoghi monumentali. Un risultato davvero importante per gli imprenditori del settore.
Ora la strada è aperta a tutte le altre Regioni.

 

Un tavolo di lavoro avrà il compito di elaborare, entro 6 mesi, un’intesa per disciplinare una volta per tutte lo svolgimento di attività nelle «aree pubbliche aventi particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico e interessati da flussi turistici particolarmente rilevanti», non solo per i ‘dehors’ ma specie quelle soggette ad altre autorizzazioni, nulla-osta o pareri di competenza, come le manifestazioni sportive o fieristiche di breve durata.

 

“Clamoroso smacco per la sovrintendente Maria Giulia Picchione”, ha scritto qualche cronista, ma la signora, arrivata lo scorso anno e già molto contestata per tante ragioni, aveva in serbo altre frecce: ha cercato di vietare in Piazza dell’Unità d’Italia e fronte mare la realizzazione di palchi, gazebo e tutte le strutture necessarie per la tappa finale a Trieste del Giro d’Italia di domenica 1° giugno, il Sindaco Cosolini è intervenuto con cipiglio e tutto si è risolto.

Il veto si è replicato in occasione della imminente manifestazione di minivolley, attesi 600 ragazzi con famiglie, che da anni si svolge nella Piazza più bella al mondo affacciata sul mare. Le reti e i nastri per la definizione dei perimetri di giochi, strutture rimovibili dopo le 5 ore di svolgimento delle gare, sono state bocciate, con la giustificazione che «l’evento inficerebbe la visibilità e il gradimento pubblico della piazza» (come riporta il giornale locale).
Ma quale “gradimento” della piazza, se i convenuti si troveranno là per godersi i ragazzini che giocano, auspicando possano godere delle sedie e degli ombrelloni dei tre-quattro-cinque locali presenti?

 

Maura Sacher


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