Vini e Ristorazione

Storia, tradizioni ed eccellenza della Cannaiola

A Marta (VT), sulle rive del lago di Bolsena dal 19 al 21 luglio, per raccontare la Cannaiola di Marta, indagarne la storia, penetrarne essenza e qualità, tratteggiarne il futuro e conoscere le realtà enologiche del Lazio con produttori provenienti da tutta la regione.

 

Non un confronto tra vini dolci, amabili e abboccati – spiegano gli organizzatori – ma una dichiarazione d’amore per la terra e il vino espressa in modo corale, coinvolgente, fuori da ogni competizione e da aride logiche di mercato”.

 

Otto antiche cantine storiche Martane, scavate nella roccia del Borgo Medievale, apriranno le porte agli amanti del bere per fare assaggiare la Cannaiola di Marta e gli altri calici dolci-amabili del Lazio, abbinandoli ai prodotti delle diverse tradizioni regionali: biscotti, pane e olio, formaggi.

 

Il tutto accompagnato da due momenti di riflessione e confronto. Il primo con il convegno “Cannaiola & Co: l’amabile tradizione verso un nuovo futuro”: che il 20 luglio (ore 16.30, Sala convegni Relais del Lago) farà il punto sugli aspetti enologici, storici e territoriali della Cannaiola con la partecipazione del Sindaco Lucia Catanesi, del consigliere regionale e Premio Nobel Riccardo Valentini e di relatori di fama internazionale. Tra loro, l’antropologo alimentare Sergio Grasso e docenti universitari come Antonio Ciaschi (geografo Unitus) e Fabio Mencarelli (DIBAF Unitus). Tra gli interventi previsti anche quelli di Marco Marucelli (giornalista enogastronomico) e Alessandro Scorsone (sommelier AIS che guiderà anche la degustazione prevista al termine del convegno).

 

Il 21 luglio (ore 17.30 Largo Bracaletti) sarà poi la volta dell’incontro su “Vino e sacre Scritture”. Per tratteggiare l’importante legame tra vino e religione. Un momento di approfondimento multi-confessionale tra cristiani ed ebrei con la partecipazione del Parroco di Marta e il Rabbino della comunità israelitica.

 

Al Borgo dei Pescatori si terrà una originale “Colazione con sentori di Pesca” (21 luglio ore 9) nel corso della quale le donne di Marta offriranno dolci e biscotti prodotti nelle case. Per i più giovani (ma non solo) è prevista inoltre una serata di giochi “speciali” e animazione. E infine l’apertura della Mostra Archeologica Preistorica, le mostre d’arte, i menù dedicati dei Ristoratori Martani.

 

La Cannaiola di Marta (DOC Colli Etruschi Viterbesi) si produce con uve di Canaiolo Nero coltivate su terreni vulcanici e tufacei, raccolte e pigiate a ottobre inoltrato. Da secoli è il vino identitario dei Martani. Ma se ne produce poco, pochissimo: meno di 15000 bottiglie l’anno. E ogni produttore interpreta a modo suo la nota dolce, il grado alcoolico, l’intensità del colore, i richiami olfattivi di rosa, viola o mora.

 

Per i vini abboccati/amabili come la Cannaiola, le possibilità di abbinamento sono infinitamente più ampie. Si accompagnano alla cucina popolare, quella dei sapori decisi, fatta di paste asciutte energiche,  di bolliti misti, di salumi stuzzicanti, di formaggi pecorini freschi o stagionati… fino ai pesci grassi come il tonno, l’anguilla,  il salmone, lo sgombro e la triglia. E a fine pranzo reclamano dolci  secchi, biscotti, cantucci, ciambelloni, focacce o frutta come pesche, meloni e pere.

 

Ogni Azienda Vinicola martana ha destinato una parte della miglior Cannaiola alla selezione CANNAIOLA DELLA DOLCE VITE (500 bottiglie numerate e impreziosite da una “etichetta d’artista”).  La CANNAIOLA DELLA DOLCE VITE sarà disponibile nelle Cantine Storiche di Marta e nei Ristoranti per i giorni de “LA DOLCE VITE”.

 

Marta è un comune di 3.536 abitanti adagiato sulla sponda meridionale del lago di Bolsena, a 315 m. s.l.m. Frequentata fin dall’età del bronzo, l’odierna Marta ha affascinato Falisci, Etruschi e Romani e resti di un antico abitato –  forse l’antica Cornossa, alleata di Tarquinia – riposano sotto le acque del lago. Le prime notizie storiche su Marta risalgono al X sec. e per tutto il Medioevo il paese fu retto da potenti famiglie viterbesi e da vari capitani di ventura. Nel XV sec. Marta entra a far parte dei domini farnesiani e insieme agli altri centri rivieraschi del lago costituisce il ducato di Castro, proprietà personale dei Farnese.

 

Alla distruzione del Ducato avvenuta nel 1649 Marta fu inglobata allo Stato della Chiesa e ne seguì le sorti fino all’annessione al Regno d’Italia. Nel 1927 il Comune passò dalla Provincia di Roma a quella di Viterbo, istituita quell’anno.  Tra le testimonianze del passato figurano la rocca duecentesca con la Torre dell’Orologio, il santuario romanico della Madonna del Monte, la settecentesca chiesa dei SS. Marta e Biagio, la Chiesa del Crocefisso, quella del Castagno e il sito templare di Castel Araldo. Alle secolari attività agricole (olio, vino, cereali, ortaggi, allevamento, casearia ecc.) di pesca e commercio ittico, si aggiunge una naturale vocazione turistica e ricettiva, favorita dall’ambiente naturale, dall’architettura medievale del centro storico, dalle spiagge, dalle due isole (Martana e Bisentina) che le stanno difronte, dall’attrezzato porto turistico e dai tanti buoni ristoranti e Bed & Breakfast. Annualmente Marta ospita un nutrito calendario di manifestazioni su cui spicca la secolare “Festa delle Passate” (o “Barabbata) che richiama migliaia di  visitatori dall’Italia e dall’estero.

 

 


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