Parte la campagna europea per vietare l’erbicida cancerogeno che sta avvelenando tutto il mondo. Era ora! Varie iniziative partiranno contemporaneamente in molte città europee, tra cui Roma.
Obiettivo un milione di firme in tutta Europa per vietare l’uso di uno dei pesticidi più diffusi al mondo. Speriamo sia la volta buona.
L’iniziativa proviene dal basso, dai cittadini europei (Ice) per chiedere alla Commissione Europea il divieto totale dell’uso del glifosato. Vietare questo pericolosissimo erbicida, il più utilizzato al mondo in agricoltura, è un imperativo categorico non più rinviabile.
La commercializzazione del glisosfato attraverso il prodotto Roundup da parte della Monsanto, che ne deteneva il brevetto, è partita nel 1974 negli Stati Uniti. Da allora è stato commercializzato in tutto il mondo, Italia compresa dove è uno dei prodotti fitosanitari più venduti.
Oggi, dopo la scadenza del brevetto, sono 14 le aziende che lo producono in Europa. L’Agenzia per la ricerca sul cancro (Iacr), ha riscontrato una correlazione epidemiologica tra l’esposizione al glisosfato e il linfoma di non-Hodgkin.
Pur tuttavia, secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (chi dovrebbe proteggerci, per intenderci!), è improbabile che il glifosato costituisca un pericolo di cancerogenicità per l’uomo.
Purtroppo, quello dei prodotti agrochimici è un business che supera la necessità di proteggere la salute della popolazione e di chi lavora nei campi in prima persona. Sulla sicurezza alimentare non si scherza.
Per queste ragioni noi siamo con l’iniziativa “StopGlyphosate” sostenuta da una vasta rete internazionale per riuscire a portare queste istanze nelle sedi istituzionali.
Piero Rotolo
p.rotolo@egnews.it
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