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Sostegno al Made in Italy

Presentata la prima “Settimana della Cucina Italiana nel Mondo”, inserita nel piano per la promozione e la difesa dell’agroalimentare all’estero. Forse qualcosa si muove!

 

Non è più il tempo di subire passivamente. Già da un po’ a dire il vero. Le contraffazioni e alterazioni delle nostre tipicità ci costano troppo, infatti è stimato un danno economico che supera i 60 miliardi di euro l’anno: una cifra non più accettabile.

 

Tre italiani su quattro restano delusi dai piatti di casa nostra serviti all’estero, dove vengono portate in tavola le più stravaganti versioni delle ricette tradizionali.

 

Adesso si interviene con la prima “Settimana della Cucina Italiana nel Mondo” che si propone tra gli obiettivi, far conoscere le produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane e rafforzare la presenza della cucina italiana all’estero.

 

L’iniziativa è del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e mipaaf, in sinergia con il ministero dello Sviluppo economico e ministero dell’Istruzione.

 

Più di 1.300 eventi in programma dal 21 al 27 novembre in 105 Stati, dagli Usa al Giappone, passando per Canada, Brasile, Russia, Cina ed Emirati Arabi Uniti, coordinati dalla rete estera della Farnesina.

 

Il progetto si inserisce in un percorso di lavoro iniziato il 2 marzo 2015 ad Expo Milano con il primo forum della cucina italiana, cui sono seguite la firma del “Food Act”, il primo patto tra Istituzioni e mondo della cucina, del 28 luglio 2015 e il protocollo d’intesa per la valorizzazione all’estero della cucina italiana di qualità siglato alla Farnesina il 15 marzo 2016.

 

Basterà a tutelare il Made in Italy? Non credo; soprattutto se non sarà affiancato da interventi in altre sedi, Europa in primis, con iniziative più incisive. Intanto è un primo passo!

 

 

Piero Rotolo

p.rotolo@egnews.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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Piero Rotolo

Direttore Responsabile vive a Castellammare del Golfo Trapani

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