Vini e Ristorazione

Soave fai da te? No grazie

Segnalate al Corpo Forestale dello Stato sette aziende che propongono kit per realizzarlo in casa. Già riconosciuti dal ministero cinque agenti vigilatori all’interno del Consorzio e col 2014 in arrivo le fascette di Stato per tutta la Doc.

Sono sette le aziende straniere impegnate nel business del “Soave-fai da te”, che il Consorzio di tutela ha immediatamente segnalato al Corpo Forestale dello Stato. Si trovano in Canada, Stati Uniti e Gran Bretagna e hanno immesso sul mercato appositi kit, acquistabili anche on line, che permetterebbero di ottenere un vino Soave fresco, fruttato e floreale, direttamente dalla poltrona di casa, senza tanti investimenti di cantina, ma soprattutto (e questo è il bello!) senza uva.

 

Il trucco è semplice, basta acquistare confezioni di uno sciroppo, contenente per lo più succo d’uva concentrato, bucce d’uva, ammonio, fosfato, solfiti, bentonite ed enzimi vari, da allungare con la giusta dose d’acqua, e il gioco è fatto. Ritorna l’Italian Sounding, i prodotti agroalimentari che imitano il vero Made in Italy, vino compreso.

 

Una forma clamorosa di concorrenza sleale e truffa nei confronti dei consumatori, soprattutto nel settore agroalimentare. A livello mondiale, il giro d’affari annuo di questo fenomeno è stimato in circa 54 miliardi di euro.

 

“Nell’ambito dell’attività di vigilanza sui mercati – ha spiegato Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave – i nostri uffici sono oggi in grado di completare le azioni di monitoraggio, di competenza dell’organismo di certificazione, che a sua volta controlla invece la tracciabilità delle produzioni dalla vigna fino all’imbottigliamento. In virtù di questo rigoroso iter certificativo, a partire dal 2014 saranno introdotte le fascette di Stato su ogni singola bottiglia della denominazione. La segnalazione dei kit-fai-da-te dimostra ancor più come i nostri uffici non siano solo impegnati sul fronte della promozione territoriale, ma anche su quello della salvaguardia dei suoi prodotti”.

 

Il Consorzio di tutela è infatti attivo anche sul fronte della vigilanza, attraverso un monitoraggio costante del mercato per segnalare le produzioni non in linea con le rigide norme del disciplinare. Un’attività, quella di controllo, concordata con l’Ispettorato Centrale Tutela Qualità Repressione Frodi, che vede operativi cinque agenti dello stesso consorzio e recentemente riconosciuti dal ministero delle Politiche Agricole e Forestali.


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Piero Rotolo

Direttore Responsabile vive a Castellammare del Golfo Trapani

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