Si allarga la Cantina Chiarlo con altri 10 ettari di vigneti

Si allarga la Cantina Chiarlo con altri 10 ettari di vigneti

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Dopo aver conquistato la vetta dei Top 100 della testata americana Wine Enthusiast nel 2018 con “Cipressi Nizza Docg”, la Cantina di Calamandrana (Asti) di Michele Chiarlo continua a investire sul Nizza Docg, acquistando altri 10 ettari di vigneti.

Con l’acquisizione di due nuovi appezzamenti, rispettivamente di 2,5 ettari nel comune di Castelnuovo Calcea nel cru Montemareto e di 7,5 a Mombercelli nel cru Moncucco Cavino, sale a 20 ettari il patrimonio viticolo di proprietà della cantina nella zona di produzione del Nizza docg, che già contempla 10 ettari nella storica tenuta de La Court.

Entrambi i nuovi vigneti si estendono all’interno della parte centrale dell’areale del Nizza docg. La parcella di Montemareto è caratterizzata da una forte pendenza e da un’esposizione a sud che consente di avere, durante il periodo estivo ed autunnale, un notevole numero di ore di luce. I suoli sono di origine sedimentaria marina e un’importante presenza di microelementi tra cui calcio e magnesio. Poco più a nord si sviluppano, invece, i 7,5 ettari di vigneto situati all’interno del cru Moncucco Cavino, con esposizione a sud, dove le colline si fanno più dolci e sui cui terreni esiste una consistente presenza di argille, che si palesa in vini caratterizzati da freschezza, acidità e mineralità.

In occasione del riconoscimento della Wine Enthusiast, Stefano Chiarlo, titolare assieme al fratello Alberto e al padre Michele, della Cantina Michele Chiarlo fondata nel 1956, ha dichiarato: «Fin dagli albori di questa DOCG, ai tempi in cui nostro padre Michele ricopriva il ruolo di primo presidente della neonata Associazione del Nizza, abbiamo creduto che questo vino, che oggi sta ricevendo importanti riconoscimenti dalla critica nazionale e internazionale, avesse tutte le carte in regola per entrare nella rosa dei grandi rossi piemontesi».

Fu Michele ad espandere i confini del mercato enologico, tra i primi produttori piemontesi a credere nel successo del vino italiano all’estero. A partire dalla metà degli anni ’60, batte instancabilmente i mercati del Nord Europa e quelli americani, guadagnando la fiducia degli importatori e dei consumatori in tutto il mondo.
Nel 1988 i due figli di Michele entrano in cantina: Stefano per occuparsi della parte agricola ed enologica e Alberto della parte commerciale e marketing. Oggi, Michele, Stefano e Alberto Chiarlo continuano a lavorare seguendo la tradizione di una cantina familiare dal respiro internazionale.

«Gli investimenti su questo territorio sono una prova concreta delle sue grandi potenzialità, che come produttori e membri dell’Associazione è nostro desiderio continuare a valorizzare in vigna e a promuovere sui mercati internazionali», conclude il titolare dell’Azienda Chiarlo.

Maura Sacher

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