Ristorazione, la protesta è servita

Ristorazione, la protesta è servita

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Gli operatori della ristorazione, dopo essere scesi in piazza decina di volte e aver inviato lettere aperte al Governo e a chi di dovere, specie in seguito all’infelice dichiarazione della viceministro Laura Castelli, hanno un contentino.

Il ministro alle Politiche agricole Teresa Bellanova ha annunciato che invierà ufficialmente al Governo una proposta economica per i ristoranti: la costituzione di un fondo ad hoc dal valore di 1 miliardo, dal quale potrà essere attinto un bonus di circa 5mila euro a fondo perduto, diretto ai 180mila esercizi pubblici di ristorazione.

Secondo le prospettive della Bellanova, la misura avrà il fine di garantire l’immissione di liquidità per favorire i pagamenti per l’acquisto di prodotti agroalimentari italiani.
Ovvero, sia chiaro, i soldi non sarebbero impiegati per le bollette, gli affitti, i rifornimenti perduti e quant’altro delle spese sostenute nelle prime settimane di riapertura dopo la chiusura forzata.

«L’ho ribadito ai colleghi di Governo – ha detto Bellanova – la filiera agroalimentare italiana deve essere considerata nella sua prospettiva ampia: dal lavoratore agricolo al consumatore. In questa ottica il settore Horeca rappresenta un anello cruciale, direi determinante, considerata soprattutto la quota significativa di prodotto agroalimentare nazionale, inclusi vini e bevande, che viene assorbita da ristoranti e pizzerie, e che influisce in modo rilevante sui segmenti di eccellenza delle nostre produzioni. L’emergenza Covid-19 e la prolungata chiusura di gran parte di questi esercizi ha determinato uno stress che si ripercuote su tutti i soggetti economici coinvolti nel sistema agroalimentare. E anche la riapertura in queste settimane vive criticità che non possono essere ignorate, a partire dalla drastica diminuzione dei posti a disposizione nei locali che si riverbera sui fatturati delle imprese di ristorazione già in forte sofferenza e giocoforza anche sui livelli occupazionali».

La Bellanova aggiunge: «In queste settimane tutti abbiamo riconosciuto il ruolo strategico e determinante della nostra filiera agroalimentare. Il senso di abnegazione e la funzione di vero e proprio servizio pubblico esercitata in questi mesi. Tutti abbiamo detto grazie ma non basta. Sostenere la ristorazione significa impedire il venir meno di un pezzo strategico del nostro Made in Italy. Un pezzo su cui si fonda la nostra forza nel mondo. È tempo di passare dalle parole ai fatti».

Ottimo, purché le promesse non siano solo un modo di lavarsi la coscienza.
Eppure, c’è chi ha fiducia e aspetta l’annunciato decreto di sostegno ai settori economici e produttivi.
Come la Federazione italiana pubblici esercizi, per tramite il suo presidente Lino Stoppani.

Maura Sacher

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