
(Adnkronos) – “In un anno complicato come il 2025, il Conou è rimasto compatto, coeso e unito con tutti i consorziati: sia quelli che immettono al consumo, sia quelli che raccolgono e rigenerano. Siamo riusciti ad affrontare una congiuntura economica molto grave come quella del 2025, quando le materie prime erano scese a livelli molto bassi, comprimendo i nostri margini. Adesso abbiamo affrontato la congiuntura contraria. Quando a fine febbraio i prezzi delle materie prime sono esplosi, la produzione interna che noi facciamo di basi lubrificanti rigenerate ha ovviamente dato un contributo importante a ridurre i costi delle importazioni nel nostro Paese”. Così Riccardo Piunti, presidente del Conou – Consorzio nazionale degli oli minerali usati, intervenendo alla presentazione del Rapporto di sostenibilità 2025, oggi a Roma.
Il Rapporto è accompagnato per la prima volta anche dalla validazione (da parte del Rina) dell’analisi Lca-Life Cycle Assessment. “Facciamo comunque verificare il nostro rapporto dal nostro revisore di bilancio – sottolinea Piunti – In aggiunta, quest’anno abbiamo fatto una revisione del nostro ciclo Lca (Life Cycle Assessment), cioè il ciclo di vita di lubrificanti ed emulsioni, esaminandolo insieme a Rina, che ha verificato e confermato tutti i nostri dati”.
Con i risultati del Rapporto alla mano, il Conou conferma l’utilità del modello consortile a sostegno della sostenibilità ambientale. “Nel caso dei lubrificanti, il modello consortile ha dimostrato la sua efficacia anche in altri Paesi che lo hanno applicato, seppure con forme diverse: è questa la chiave del successo – afferma – un consorzio centrale e indipendente che, senza fini di lucro, organizza il lavoro delle imprese è fondamentale. L’economia circolare non è spontanea, bisogna farla diventare spontanea in qualche modo, e il modello consortile rappresenta la strada vincente”.
—
economia
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni offriamo una informazione libera a difesa della filiera agricola e dei piccoli produttori e non ha mai avuto fondi pubblici. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, è semplicemente ridotta e non più in grado di sostenere le spese.
Per questo chiediamo ai lettori, speriamo, ci apprezzino, di darci un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le migliaia di lettori, può diventare Importante.
Per tali liberalità ricevute non si ravvisa l'esistenza di un rapporto sinallagmatico tra le parti e pertanto non dev'essere emessa fattura (né autofattura).
Puoi dare il tuo contributo con PayPal che trovi qui a fianco.








