Rieletto Cristoforetti e per Bardolino e Chiaretto nuovi disciplinari

Rieletto Cristoforetti e per Bardolino e Chiaretto nuovi disciplinari

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L’assemblea dei soci ha rieletto Franco Cristoforetti alla guida del Consorzio del Bardolino e del Chiaretto per il prossimo triennio ed il suo programma è di portare entro l’estate 2017 la completa revisione dei disciplinari di produzione dell’area Bardolino e Chiaretto.

Sarà una rivoluzione dei disciplinari attuali. L’idea progettuale su cui si incardina il programma di lavoro per il prossimo triennio – ha spiegato Cristoforetti – è la totale separazione del Chiaretto dal Bardolino.

Le caratteristiche produttive del Chiaretto, il rosé bardolinese che con i suoi 10 milioni di bottiglie è diventato leader nella produzione italiana di vini rosati a menzione geografica, saranno definite in un nuovo disciplinare che tenga conto delle innovazioni introdotte con la cosiddetta “rosé revolution”.

Per quanto riguarda la produzione di vini rossi, secondo Cristoforetti, il Bardolino, prodotto esclusivamente da uve fresche, escludendo dunque qualunque forma di appassimento (tecnica documentata nella zona fin dalla metà del Settecento e sinora utilizzata marginalmente da alcuni produttori locali per alcuni rossi IGT o per una parte della pur contenuta produzione dell’attuale Bardolino Superiore) troverà una doppia articolazione in due distinte tipologie di prodotto.
Da un lato il Bardolino DOC base che, attualmente intorno ai 16 milioni di bottiglie, manterrà nella sostanza il classico carattere di vino conviviale, pur abbassando le rese in vigna ammesse dal disciplinare.
Dall’altro, il Bardolino DOCG, che oggi rappresenta meno dell’1% della produzione totale della zona e dovrà tornare a valorizzare le singole aree produttive già identificate nell’Ottocento, individuando specifici caratteri identitari.
Nella sua relazione Franco Cristoforetti ha precisato che da due anni un gruppo di lavoro è già impegnato su questo progetto.

“La tecnica dell’appassimento dovrebbe, invece, essere indirizzata a una nuova denominazione”, è il parere del confermato presidente del Consorzio di tutela del Bardolino.

All’interno del neo eletto Consiglio, ma aperto anche a eventuali componenti esterni, verrà istituito un gruppo di lavoro che si occupi dello studio di un progetto di “sostenibilità” del territorio di produzione del Bardolino.

Maura Sacher

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