Quarantena responsabile e spesa obbligatoria

Quarantena responsabile e spesa obbligatoria

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Nel nuovo eccezionale momento difficile di isolamento “fiduciario” domiciliare per una quarantena che pare non finire mai, non è facile conciliare l’obbligo sociale e responsabile di restare a casa (#iostoacasa) con le necessità primarie come quella di sfamarsi.

Certo, va preservata per prima la salute, personale di ognuno di noi e di un intero Paese, ma anche l’economia e di entrambe le faccende si occupa lo Stato, goffamente ma se ne occupa. Sì, stiamo a casa, non provochiamo il maledetto, mettendoci suo alleato, consapevolmente o inconsapevolmente.
Però, a fonte del tutto chiuso, negozi, fabbriche, ristorazione, aperti solo gli esercizi essenziali, la necessità di sfamarsi riguarda anche quelle famiglie che non possono più lavorare in queste circostanze, non possono più contare su un reddito sicuro.

Il nostro piccolo contributo in questa quarantena lo possiamo dare, lo dobbiamo dare. Come?

Le aziende dell’agroalimentare si sono attivate nelle vendite on-line, cogliamo l’occasione per rifornirci da loro, e altrettanto da quelle imprese coraggiose che nei loro laboratori continuano a sfornare manicaretti da far arrivare a casa, prodotti freschi, anche caldi su prenotazione, pane, dolci, pizze, pasti completi, rigorosamente in contenitori igienici e anche termici.
Rivolgiamoci direttamente alle aziende vinicole per rifornire la nostra cantinetta, così anche per conoscere meglio e da vicino quello che di solito acquistiamo nei supermercati … forse scopriremo delle differenze.

Inoltre, le norme vigenti ci consentono di uscire di casa per fare la spesa.
Non dobbiamo approfittarne per le uscite quotidiane, possibili controlli ci sanzionerebbero, molti Sindaci lo chiedono disperati ai loro concittadini. Quasi tutti i supermercati hanno ricevuto linee guida da far rispettare (sia dai dipendenti sia dai clienti) e la spesa la possono far arrivare a domicilio.
Avere di che sfamarsi è una necessità, anche per quelle persone che non possono uscire di casa, come tanti anziani o disabili e si sono moltiplicate le iniziative di solidarietà nei riguardi delle persone veramente bisognose, dunque anche fare la spesa per loro è un gesto di responsabilità sociale.

Fatte salve le norme igieniche raccomandate, e senza essere retorici, fare la spesa vuol dire soprattutto contribuire a sfamare migliaia di persone e di famiglie che sul commercio basano il loro guadagno e la loro sopravvivenza, finché lo Stato non provvederà con norme appropriate e davvero serie.

Maura Sacher

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