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Quando i Consorzi di Tutela e gli Organismi di Certificazione fanno sul serio e fanno squadra

Quando i Consorzi di Tutela e gli Organismi di Certificazione fanno sul serio e fanno squadra

Quando i Consorzi di Tutela e gli Organismi di Certificazione fanno sul serio e fanno squadra

Giuseppe Liberatore, Alessandro Regoli di Wine News, Francesco Liantonio

Inaugurato sabato 31 gennaio a San Vito al Tagliamento (Pn), nella centrale Piazza del Popolo, il nuovo Polo Vitivinicolo del Triveneto, un sistema coordinato che fa sintesi di oltre 10 anni di esperienze e sinergie.

A volte succede, ci sono giornate veramente particolari, diverse dalle altre che, spesso non per caso, acquistano significato e riferimenti simbolici perchè, su specifici progetti ed obiettivi ci hanno lavorato in tanti e da tanto tempo, con spirito di condivisione e lungimiranza.

Luca Sartori

E questo, partecipando alla giornata inaugurale del nuovo Polo Vitivinicolo del Triveneto, a San Vito al Tagliamento si è respirato fin dai primi istanti ancora prima che la kermesse inizi.

Il parterre è quello delle grandi occasioni, ed anche se non mancavano concomitanti grandi eventi enologici sul territorio nazionale, nessuno ha voluto mancare questa bella occasione che fa finalmente sistema e può diventare sistema.

Tutto esaurito al convegno

Dal Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida a tutte le Istituzioni territoriali interessate, dai tanti presidenti dei Consorzi di Tutela coinvolti ai responsabili dell’articolato mondo del sistema certificativo italiano.

A firmare l’evento e tagliare idealmente il nastro di questa rinnovata ripartenza  accanto a Triveneta Certificazioni, società nata da un accordo tra tre organismi di controllo – Ceviq, Siquria e Valoritalia – incaricata della certificazione della DOC Pinot Grigio Delle Venezie e dell’IGT Trevenezie,  il Consorzio Pinot Grigio DOC Delle Venezie, il Consorzio Friuli DOC, il Consorzio Friuli Grave DOC e il Consorzio Prosecco DOC.

A spiegarci in sintesi questo progetto è il Presidente di Triveneta Certificazioni Francesco Liantonio.

Francesco Liantonio

“ Questa per noi è una giornata importante perchè fa sintesi del percorso che ha accompagnato negli anni enti di controllo e Consorzi di tutela, ciascuno per le proprie specifiche competenze, per assicurare la conformità ai disciplinari, tutelare i produttori, rafforzare la credibilità delle denominazioni e offrire ai consumatori una garanzia concreta di autenticità, trasparenza e fiducia.

Luca Rigotti

Questo Polo rappresenta oggi una quota rilevantissima della produzione vinicola italiana certificata e svolge un’opera di presidio importante in un territorio che copre il 30% dell’imbottigliato nazionale, diventando quindi il più grande sistema coordinato di organismi di controllo e Consorzi del Paese e un modello di governance unico e replicabile.

Convegno Polo Vitivinicolo Triveneto_relatori

Quella che oggi inauguriamo è quindi una realtà che può diventare un’esperienza da prendere come modello in tutta Italia, con l’obiettivo di creare sinergie tra Consorzi, istituzioni e organismi di certificazione e presentarsi uniti sul mercato. La vera forza di questo progetto è una squadra che sceglie di lavorare insieme ogni giorno, al servizio delle imprese, accompagnandole e rendendo più semplice il raggiungimento dell’obiettivo: la qualità certificata”.

Sulla stessa linea anche Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, Presidente Federdoc organismo che riunisce e rappresenta ai massimi livelli tutti i Consorzi di Tutela Italiani.

Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi

“Fare sistema non è solo un obbligo per ottimizzare energie e progettualità ma in questo caso il Polo Vitivinicolo del Triveneto rappresenta la leva strategica di un percorso strutturato di collaborazione che può fungere da modello per altre aree del Paese, dove sono presenti denominazioni anche meno strutturate”.

Ma è Giuseppe Liberatore, Direttore Generale di  Valoritalia, l’organismo più importante nel nostro paese per i volumi certificati, a spiegare l’importante e delicato ruolo degli enti di controllo. “ Si tratta di enti privati con delega pubblica, sottoposti a un doppio livello di controllo: da un lato l’accreditamento da parte di Accredia, che ne verifica modalità operative, trasparenza e neutralità nella gestione delle attività; dall’altro il controllo del Ministero, che, avendo conferito la delega, vigila sul rispetto del piano dei controlli”.

Convegno Polo Vitivinicolo Triveneto_relatori

Un sistema rigorosamente normato e controllato che per funzionare e garantire ha però bisogno di uomini formati e motivati e questo lo spiega bene Luca Sartori, Presidente di Siquria e Asso-ODC (Associazione degli organismi di certificazione del vino), che ha ripercorso la nascita di Triveneta Certificazioni e del Polo stesso”.. un insieme di professionalità ed esperienze diverse che ha portato a traguardi importanti. Una missione che poteva sembrare difficile all’inizio, dal momento che si arrivava da esperienze ed areali diversi, 

Una sfida comunque vinta dal dialogo e dalla esigenza di agevolare il lavoro delle aziende”.

Giuseppe Liberatore

Îl pensiero dei Consorzi di Tutela che qui trovano casa arriva da Luca Rigotti, Presidente del Consorzio Pinot Grigio DOC delle Venezie e del Gruppo di lavoro Vino del Copa-Cogeca che sottolinea come la collaborazione tra enti è oggi più che mai una strada importante da percorrere . Il lavoro dei Consorzi insieme agli organismi di controllo e alle istituzioni va nella direzione della legittimazione di un territorio e di un prodotto. In questo scenario, ci sono fattori importanti da considerare, a partire dalla sostenibilità ambientale, economica, fino a quella sociale.

Temi cari anche a Riccardo Ricci Curbastro, figura storica dei Consorzi di Tutela ed oggi Presidente di Equalitas la società che valuta e certifica le aziende vitivinicole italiane sul fronte della loro sensibilità agli aspetti sociali ed ambientali.

Le sfide nuove del sistema vitivinicolo non solo Italiano, spiega Ricci Curbastro, in questo contesto non certamente favorevole, passano da una nuova attenzione dei produttori alla responsabilità nei confronti dell’ambiente e della tutela della biodiversità anche con il recupero dei tanti vitigni rari italiani che in questa fase di riscaldamento climatico possono tornare veramente utili.

Un pensiero che condividiamo in pieno.


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