Tribuna

Prošek è l’antipasto di una nuova guerra commerciale

Prošek è l'antipasto di una nuova guerra commerciale

Il Prošek è «Antipasto di una nuova guerra commerciale, vitale non creare un precedente che indebolirebbe il Made in Italy nel mondo».

Questo è il parere di “Competere”, il gruppo di accademici, ricercatori ed esperti in varie discipline socio-economiche, una “think tank” che analizza le dinamiche politico-commerciali del momento nel settore dell’alimentazione a livello globale.

Ecco dunque che la questione Prošek/Prosecco continua a far discutere ed ha sollevata l’attenzione anche di altri tecnici, osservatori esperti, accomunati sulla piattaforma www.competere.eu

Una “think tank” europea che ha l’obiettivo di formulare proposte di policy e trovare soluzioni basate sull’evidenza scientifica ai problemi complessi della nostra società.

Il centro studi di “Competere”, attraverso un lavoro metodologico di analisi dei fenomeni, lavora su una visione del futuro per offrire una prospettiva nuova e trovare efficaci risposte ai bisogni dei cittadini.

Il parere di Competere

«Il caso Prošek è l’antipasto di una nuova guerra commerciale che si combatterà sui marchi, brevetti e etichette, ma anche sulla sostenibilità e la qualità, salubrità e sicurezza degli ingredienti.
In un contesto di economia delle conoscenze, dove il successo del Made in Italy si basa sulla creatività, all’estro tecnico e sulla tradizione, per l’Italia è vitale proteggere l’originalità, la qualità, l’unicità e la non imitabilità dei propri prodotti.»,

afferma Pietro Paganini, Fondatore e Presidente di Competere – Policies for Sustainable Development.

«Ogni giorno siamo esposti alle minacce commerciali di tutti quelli che ci inseguono, i quali a volte si avvalgono dell’ambiguità, di pratiche illegali o ancora di normative di etichettatura che vanno a scapito dei consumatori stessi, come nel caso del Nutriscore, il quale rappresenta un pericolo esistenziale per i nostri prodotti veicolando informazioni fuorvianti circa le proprietà dei cibi.

«Ecco perché ad allarmarci non è la furba ambiguità commerciale del Prošek, che sfiorerà solamente la forza del Prosecco nazionale, ma il precedente a cui la UE darebbe vita, incoraggiando pratiche di emulazione più o meno legali e la circuizione dei cittadini che andrebbero a favorire i numerosi Paesi in UE e fuori dal continente pronti ad inondare il mercato globale con copie dei nostri prodotti tipici. «Di fronte a questa minaccia, il tavolo di lavoro coordinato dal Mipaaf è stata un’ottima dimostrazione di sistema, ma non possiamo dimenticarci della debolezza e della frammentazione con cui ci siamo posti, in passato, nei confronti delle questioni comunitarie e internazionali.

Conclude il Presidente Paganini

«La politica deve passare dal comunicare le intenzioni al lavoro effettivo per tutelare i nostri prodotti, con una visione di medio e lungo periodo e non in un’ottica emergenziale come quella attivata con il dossier Prošek.

«Italian Sounding, Prošek e Nutriscore sono battaglie che determinano la vittoria o la sconfitta della più ampia guerra commerciale che caratterizza la fase storica attuale, e che dobbiamo combattere efficacemente per tutelare prodotti che generano valore economico, investimenti, innovazione, posti di lavoro, e mettono l’Italia al centro del mondo».

Maura Sacher

 


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