
“Il farmaco non è solo una compressa o una terapia quotidiana, ma comprende anche terapie avanzate come farmaci biologici e terapie geniche, che devono essere utilizzati con grande appropriatezza e in stretto rapporto tra medico e paziente”. Lo ha detto Marco Pistis, membro del direttivo della Società italiana di farmacologia (Sif) e professore all’Università di Cagliari, intervenuto a “Parole alla medicina – Le voci delle Società scientifiche italiane”, progetto realizzato da Fism in collaborazione con Adnkronos.
“La ricerca farmacologica è un processo lungo e complesso: parte dalla fase preclinica e prosegue con la sperimentazione sull’uomo. Quando un farmaco arriva in farmacia ha già alle spalle almeno dieci anni di studi”, ha ricordato Pistis, sottolineando che “il suo percorso continua anche dopo la commercializzazione attraverso la farmacovigilanza, per monitorarne efficacia e sicurezza nella popolazione”. Fondamentale, secondo l’esperto, “evitare il ‘fai da te’: il farmaco deve essere sempre assunto su indicazione di un professionista sanitario, che può essere il medico di base, lo specialista o il farmacista”. Particolare attenzione va posta ai pazienti anziani e fragili, spesso in politerapia: “L’uso contemporaneo di più farmaci aumenta il rischio di interazioni ed eventi avversi, rendendo necessario un monitoraggio attento” ha poi concluso.
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