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Pesca: il progetto rete nazionale dei Gac al governo

L’Alleanza delle Cooperative Italiane Settore Pesca rende noto di aver avuto un soddisfacente incontro ministeriale sul Progetto di una Rete Italiana dei Gruppi di Azione Costiera.

All’incontro del 25 giugno 2015 con il Sottosegretario Mipaaf Giuseppe Castiglione erano presenti anche l’Associazione per la Cooperazione Transregionale Locale ed Europea (Tecla), l’Associazione “Arco Adriatico Ionico” e Tarciso Porto presidente del Gac Marche nord.

Per chi non lo sapesse, i GAC, Gruppi di Azione Costiera, ovvero i ‘Gruppi di azione locale per la pesca’ (FLAG), sono un’invenzione dell’Unione Europea, presentati come “strumento operativo per garantire uno sviluppo equilibrato del settore della pesca nel rispetto delle risorse marine e ambientali”. Ogni stato membro che disponga di flottiglie da pesca pescane deve costituire tanti quante sono le aree interessate, sottesi alla contribuzione del Fondo Europeo per la Pesca (FEP, Asse 4).
Stando ai dati del 2014 ce ne sono 312 negli stati membri e 43 in Italia. All’istituzione partecipano gli enti locali e rappresentanze dei pescatori.

Per definizione, la mission è «Realizzazione di un sistema di sviluppo locale integrato e basato sulle risorse locali, in grado di valorizzarne le potenzialità produttive, le tipicità e le risorse locali, attraverso il consolidamento dell’assetto politico-economico-sociale esistente, per la crescita del sistema locale e la partecipazione di tutti gli attori ai processi decisionali».

A parere dell’Alleanza delle Cooperative del settoreindex, firmataria insieme alla autonomie locali del protocollo per la creazione di un Comitato Promotore del RIGAC, le potenzialità di questa rete nazionale vanno nella direzione di “rafforzare i GAC, utilizzare al meglio le risorse destinate al settore dai fondi strutturali, potenziare le ricadute positive per le economie locali e coinvolgere nel processo di sviluppo imprese, lavoratori e territorio”.
L’Italia, spiega l’Alleanza, è il secondo paese in Europa per numero dei GAC ma è solo al quattordicesimo posto per progetti realizzati, nonostante la pioggia di finanziamenti che sono stati elargiti negli anni passati.

Nella nota divulgata, l’Alleanza ricorda che, oltre al FEAMP (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca), il principale strumento di programmazione finanziaria per lo sviluppo delle nostre coste, l’Italia è beneficiaria di importanti programmi di cooperazione territoriale che impegnerà ben oltre un miliardo e 100 milioni di euro per far collaborare gli enti locali e i soggetti di sviluppo presenti sul territorio sui temi della tutela dell’ambiente, del contrasto ai cambiamenti climatici, dello sviluppo economico e dell’occupazione, dove i GAC rappresentano un soggetto privilegiato per lo sviluppo di progetti in tali ambiti. Inoltre, Bruxelles, con la nuova programmazione 2014-2020, mette a disposizione 185 miliardi di euro attraverso i suoi programmi gestiti direttamente dalla Commissione Europea tramite le sue Direzioni Generali competenti, ai quali i GAC possono partecipare attraverso i bandi pubblicati in Gazzetta Ufficiale.

Prossimo tappa, sottolinea l’Alleanza, è la creazione di un consorzio dei Gac in modo da poter affrontare al meglio la futura programmazione finanziaria.

Maura Sacher


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