
L’Ostrica del Doge
La laguna di Venezia. Un ambiente unico al mondo, un paesaggio sospeso tra acqua e terra in cui canali, barene, isole e velme si intrecciano in un equilibrio delicatissimo. Il tempo e la vita quotidiana vengono scanditi dal ciclo delle maree che ne trasforma il paesaggio. La laguna è ricca di biodiversità, abitata da fenicotteri, aironi e molte specie marine, e custodisce antiche tradizioni legate alla pesca e alla navigazione. È un luogo dove natura, storia e cultura convivono, creando un’atmosfera silenziosa e affascinante, fatta di orizzonti aperti, riflessi d’acqua e piccoli insediamenti che raccontano secoli di vita lagunare.
Le ostriche
A sud della laguna, al Casone da Sandro, fino a qualche anno fa si viveva di pesca ma

l’invasione del granchio blu che ha devastato gli impianti di vongole e l’aumento della temperatura dell’acqua che impedisce alla cozze un corretto sviluppo hanno spinto Pietro Ciampi della Cooperativa Blu oltremare (associata LegaCoop Veneto) a creare qualcosa di innovativo per questa zona dando vita ad un progetto di ittiturismo e pescaturismo
Sfruttando la felice posizione in prossimità ad una delle bocche di porto, quindi con grande ricircolo di acqua e ricchezza di plancton e altri micro elementi, hanno avviato il progetto Ostrica del Doge. Gabbie sospese e lavoro manuale per non impattare nell’ambiente con risultati che si sono rivelati ottimi, tanto che il mollusco matura in 10 mesi anziché 12. Ma l’ostrica non è una novità da queste parti: a Lio Piccolo comune di Cavallino-Treporti un team di archeologi subacquei guidati dall’Università Ca’ Foscari di Venezia ha rivelato un vero e proprio ostricario risalente al I secolo d.C. Si tratta del primo ostriarium romano ritrovato in Italia, comparabile solo con un sito simile nella laguna di Narbonne in Francia.
Non solo ostriche
Oltre all’allestimento di ostriche, il Casone da Sandro è anche ittiturismo con una formula originale di serate passate sospesi in mezzo

alla laguna, bagni rinfrescanti e un menù degustazione che ovviamente cambia a seconda del pescato del giorno. Ma non aspettatevi le solite cene. A gestire la cucina è stato chiamato il Collettivo Toccia! una brigata di 7 professionisti intercambiabili, che, ispirati dalla libertà che solo il mare può dare, preparano piatti straordinari, dove la laguna viene esaltata con i suoi prodotti: dal pesce, ai ricci di mare al germano reale ad alcune varietà di alghe e immancabili ovviamente, le ostriche.
Per raggiungere il Casone serve prenotare la barca che vi porterà lì, di fronte a Ca’ Roman, a vivere un’esperienza surreale ma di gran gusto.
Gli amanti della pesca d’altura potranno godersi uscite in questo mare che, se una volta era tra i più inquinati a causa dei reflui delle aziende del Veneto, oggi può vantare acque limpide e cristalline.
Una resilienza all’insegna della sostenibilità perché la unisce pesca tradizionale all’allevamento sostenibile e al turismo. Un progetto turistico / culturale volto a valorizzare la laguna.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 15 anni offriamo una informazione libera a difesa della filiera agricola e dei piccoli produttori e non ha mai avuto fondi pubblici. La pandemia Coronavirus coinvolge anche noi. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, è semplicemente ridotta e non più in grado di sostenere le spese.
Per questo chiediamo ai lettori, speriamo, ci apprezzino, di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, può diventare Importante.
Per tali liberalità ricevute non si ravvisa l'esistenza di un rapporto sinallagmatico tra le parti e pertanto non dev'essere emessa fattura (né autofattura).
Puoi dare il tuo contributo con PayPal che trovi qui a fianco. Oppure puoi fare anche un bonifico a questo Iban IT 94E0301503200000006351299 intestato a Francesco Turri




