
Oltre la vigna: il viaggio di eginews.it e G.R.A.S.P.O. alla scoperta dell’anima nascosta del vino italiano
Nel vasto panorama vitivinicolo nazionale, dove spesso le logiche di mercato dettano il ritmo, esiste un sentiero meno battuto, fatto di radici profonde, biodiversità e storie dimenticate.
È qui che, dal maggio 2022, si muove la sinergia tra la nostra testata e G.R.A.S.P.O. (Gruppo di Ricerca Ampelografica per la Sostenibilità e la Preservazione dell’ Originalità viticola), un sodalizio nato da un incontro lungimirante tra il nostro editore e il presidente dell’associazione.
Una missione nata dalla curiosità

Tutto ebbe inizio nel 2022, con l’obiettivo ambizioso di far luce su quei vitigni lasciati ai margini delle grandi produzioni. G.R.A.S.P.O., attiva già dal 2021, si era posta infatti un interrogativo lungimirante e fondamentale : e se la risposta più vera e razionale alle sfide del cambiamento climatico in vigna fosse il recupero di quei vitigni rari italiani che sono stati abbandonati nel 900 con la ricostruzione della viticoltura dopo la crisi fillossera?
Se questi vitigni storici per le loro caratteristiche enologiche e produttive fossero oggi in grado di proporre vini in linea con le nuove tendenze di mercato?
Abbiamo deciso di rispondere a questa sfida con uno impegno editoriale costante: pubblicare, ogni settimana, un approfondimento dedicato alle scoperte ed ai custodi di G.R.A.S.P.O. su tutto il territorio italiano.
Dalla Bassa Romagna all’Etna

Il nostro impegno si è tradotto in una ricerca attiva sul campo. Sin dai primi passi, la redazione si è prodigata nel dare voce a quei produttori custodi di impianti unici, accendendo i riflettori su eccellenze come il Bursòn (Uva Longanesi) e il Centesimino della Bassa Romagna.
Il viaggio è proseguito tra curiosità ampelografiche affascinanti:
Mattarella e Benedina: uve riscoperte nel Polesine, precisamente a Giacciano con Baruchella, un territorio che ci ha regalato emozioni autentiche.
La Quaiara: un vitigno rosso del Veronese, la cui storia curiosa ha catturato fin da subito l’interesse della redazione visto che questa varietà riscoperta da G.R.A.S.P.O. è l’unico genitore ad oggi conosciuto della Glera.
Un lavoro dettagliato, quasi maniacale che ha attraversato tutte le regioni italiane dall’Alto adige ai versanti dell’Etna e puntualmente riportato nei sei libri di G.R.A.S.P.O.
Un percorso che vede ogni anno la microvinificazione di un centinaio di questi vitigni rari che fino ad oggi ha portato alla scoperta di una ventina di varietà sconosciute.
Il successo dei numeri: una passione condivisa

La vera soddisfazione, per noi di eginews.it, non risiede solo nei numeri, ma nel crescente coinvolgimento dei lettori. La rubrica “I Viaggi di Graspo” ha visto un seguito straordinario: da un ruolo iniziale di semplice tramite, la redazione si è evoluta, chiudendo ogni articolo con i riferimenti diretti per contattare le aziende vitivinicole, facilitando così un dialogo diretto tra appassionati e produttori.
Il bilancio, aggiornato a luglio 2026, parla chiaro:
Oltre 250 articoli pubblicati.
Più di 200.000 letture complessive.
Una media di 1.200 letture per ogni singolo articolo.
Oltre 150 vitigni trattati, molti dei quali assenti persino dal registro nazionale del Ministero.
Una visione per il futuro
Oggi, in un momento in cui l’attenzione verso gli autoctoni è finalmente crescente, noi restiamo fedeli alla nostra linea editoriale. Non ci limitiamo alle mode del momento: la nostra è una conoscenza concreta, nutrita anche dalle pubblicazioni cartacee dell’associazione Graspo.
Chiunque oggi parli di ricerca ampelografica deve riconoscere come la sinergia positiva e la continuità progettuale attivata da G.R.A.S.P.O. con EGINEWS ha di fatto riscritto la storia dell’ampelografia italiana richiamando nuova attenzione su vitigni e custodi rimasti per troppo tempo in ombra.
Un lavoro prezioso perché il vino, prima di essere un prodotto, è una memoria storica che abbiamo il dovere di tutelare.
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