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Mosca contro truppe Nato in Ucraina, nel Paese si torna a pagare cash

Truppe Nato in Ucraina? No grazie. Suona così il monito di Mosca che ha fermamente bocciato l’ipotesi di un dispiegamento di un contingente europeo in Ucraina, avanzata da un europarlamentare lussemburghese.
Una “eventualità assolutamente inaccettabile”, ha tuonato il Cremlino. Cremlino che, in tema di botta e risposta e tensioni diplomatiche, è tornato, per bocca della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, sull’espulsione dell’addetto militare italiano a Mosca e del suo assistente.

Sullo sfondo l’ormai quotidiano scambio di droni, ma anche l’annuncio del ministero della Difesa russo di aver conquistato Volokhovskoje nella regione di Kharkiv e colpito la centrale di compressione di Sumskaya, nodo chiave per il gas di Kiev. Mentre l’Ucraina riferisce di attacchi missilistici contro le regioni russe di Belgorod, confinante con l’Ucraina, e Lipetsk, dove è scoppiato un incendio in una zona industriale. 

Da segnalare, infine, un importante cambiamento nelle abitudini quotidiane dei cittadini russi, che da popolo tra i più digitalizzati al mondo sta tornando a pagare in contanti: colpa del vertiginoso aumento delle tasse, per cui le piccole e medie aziende stanno passando al cash e alla mostruosa  quantità mostruosa di denaro liquido immesso nella Paese dalla Banca centrale.

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Redazione

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