
(Adnkronos) – Sono attese dall’analisi dei telefoni sequestrati dagli inquirenti dopo la morte di
Denise Cosco, figlia di Lea
Garofalo, la testimone di giustizia che pagò con la vita la scelta di ribellarsi alla ‘ndrangheta, risposte sui possibili contatti che la ragazza avrebbe ristabilito con il padre, attualmente detenuto, e su che tipo di rapporto sarebbe intercorso.
Nell’inchiesta della procura di Velletri, guidata dal procuratore Carlo Villani, con le indagini delegate ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati, sia sta approfondendo ogni aspetto. Dopo i rilievi nell’abitazione di Ariccia dove Denise si è lanciata dal terzo piano a 35 anni, la stessa età della madre quando fu uccisa, e l’autopsia, la scorsa settimana è stato ascoltato dal pm Domenico
Vicario
, come persona informata sui fatti, il compagno. Il fascicolo in cui si procede per istigazione al suicidio è al momento contro ignoti.
—
cronaca
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni offriamo una informazione libera a difesa della filiera agricola e dei piccoli produttori e non ha mai avuto fondi pubblici. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, è semplicemente ridotta e non più in grado di sostenere le spese.
Per questo chiediamo ai lettori, speriamo, ci apprezzino, di darci un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le migliaia di lettori, può diventare Importante.
Per tali liberalità ricevute non si ravvisa l'esistenza di un rapporto sinallagmatico tra le parti e pertanto non dev'essere emessa fattura (né autofattura).
Puoi dare il tuo contributo con PayPal che trovi qui a fianco.








