Maso Martis alla conquista del Mondo

Maso Martis alla conquista del Mondo

Print Friendly, PDF & Email

Tre Donne del Vino, meglio tre Madame (Roberta, Alessandra, Maddalena) alla conquista del mondo con la benedizione di un marito e di un papà (Antonio Stelzer) che in loro ha creduto fin dalla fondazione dell’azienda.

E’ la storia di Maso Martis, la maison spumantistica di Martignano famosa in Italia (e non solo) per l’eleganza delle bollicine Trentodoc prodotte con le uve raccolte nei vigneti della tenuta di famiglia posta ai piedi del Calisio, il mitico monte Argentario che domina dall’alto la valle dell’Adige e la città capoluogo del Trentino.

Nei giorni scorsi, in occasione dell’edizione numero 53 di Vinitaly, la famiglia Stelzer ha proposto ad un pubblico selezionatissimo di operatori, sommelier e giornalisti enogastronomici una straordinaria degustazione verticale di dieci annate storiche dello spumante simbolo di Maso Martis: la riserva delle Dolomiti Madame Martis 1999-2009.

Bottiglie rare e preziose, emozionanti per sapidità, freschezza, eleganza. Un matrimonio d’amorosi sensi tra lo Chardonnay, il Pinot Nero e il Pinot Meunier.
“Erano solamente 500 le bottiglie del millesimo 1999 che abbiamo presentato ufficialmente al Merano WineFestival nel 2008 – hanno raccontato emozionatissimi Roberta e Antonio Stelzer – all’epoca lo vivemmo come un salto nel vuoto, presentando al pubblico elitario di Merano la nostra Riserva di TrentoDoc, attesa per otto lunghi anni di affinamento sui lieviti in bottiglia, nel suo momento di perfetta maturazione. La chiamammo Madame, un omaggio alle tre donne della nostra famiglia”.

Rarissime erano all’epoca le Riserve di TrentoDoc così lungamente affinate sui lieviti: un progetto ambizioso dieci anni fa, a pochissimi anni dalla fondazione dell’azienda Maso Martis sull’assolata collina di Trento nel 1990. L’azienda è oggi considerata una delle prime realtà di artigiani dello spumante metodo classico in Trentino, realtà familiare a filiera corta, certificata bio dal 2013, nata proprio con l’obiettivo di produrre Metodo Classico Trentodoc. La composizione della Riserva Madame Martis (70% Pinot Nero e 25% Chardonnay fermentato in legno con l’aggiunta di un tocco intrigante di Pinot Meunier ) ha superato ogni più rosea aspettativa ed è ora contesa in tutta Italia e premiata da ogni guida e rivista di settore.
A Vinitaly 2019 la degna consacrazione di questo progetto di vita, di famiglia e di stile, che corona il sogno di Roberta, Antonio, Alessandra e Maddalena Stelzer.  Straordinaria (unanime il giudizio) la degustazione condotta con maestria da Alessandra Caroni, Donna del Vino e responsabile di Winesoul, alla presenza di Matteo Ferrari enologo dell’azienda dal 1994, artefice di questo capolavoro, e dell’ambasciatrice dei top wine Aurora Endrici che ha seguito nella comunicazione la Madame, sino dalla sua anteprima ufficiale al Merano WineFestival nel 2008.  Vinitaly è stata inoltre l’occasione per stappare la prima magnum di Madame, annata 2008, prodotta in 300 esemplari e per assaggiare l’anteprima dell’annata 2009, prodotta in sole 2680 bottiglie.
“Madame Martis è un esempio di mineralità e longevità, un archetipo dell’eccezionalità del Trentodoc, il metodo classico per antonomasia delle Dolomiti” ha commentato di Roberto Anesi, il ristoratore della val di Fassa proclamato nel 1917 miglior sommelier d’Italia. In alto i calici. Prosit.  (Giuseppe Casagrande)

About The Author

Related posts