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L’Ornellaia 2012 incoronato “Red Wine of the Year” 

L'Ornellaia 2012 incoronato "Red Wine of the Year" 

L’Ornellaia 2012 incoronato “Red Wine of the Year”

Ennesimo importante riconoscimento per il vino italiano: il gioiello della famiglia Frescobaldi proclamato da Decanter, la prestigiosa rivista britannica, il “number one” dell’anno. Gli altri Oscar.

Orenellaia Tre i vini più premiati

Nuovo, importante riconoscimento per il vino italiano: Decanter, la prestigiosa rivista britannica diffusa nel mondo in più di 90 Paesi, ha proclamato l’Ornellaia annata 2012, uno dei gioielli della famiglia Frescobaldi, il “Red Wine of the Year”. 

 

Questo il verdetto dei tre giudici Vincenzo Arnese (head sommelier presso il ristorante Alain Ducasse at The Dorchester di Londra, il Master of Wine Pedro Ballestero Torres e la wine writer Amanda Barnes) dopo tre giorni di degustazioni alla cieca di 125 etichette segnalate dai commissari degustatori dei vari Paesi (tra costoro figurano gli italiani Aldo Fiordelli ed Alessandra Piubello) che collaborano con il magazine inglese considerato assieme a Wine Spectator la Bibbia mondiale del vino.

Ornellaia, una cuvée di Cabernet (Sauvignon e Franc), Merlot e Petit Verdot

Ornellaia 2012, il gioiello della famiglia Frescobaldi, nasce da una cuvée di uve Cabernet Sauvignon (56%), Merlot (27%), Cabernet Franc (10%) e Petit Verdot (7%) ed è l’espressione fedele di un terroir – Bolgheri – da sempre in armonia con la natura.

Ornellaia il rosso più premiato

 

L’annata 2012 premiata da Decanter come vino rosso dell’anno, si presenta di un bellissimo colore rubino brillante e all’olfatto è un’esplosione di note intensamente fruttate e speziate. Al palato è ampio, rotondo, privo di spigoli, con un tannino vellutato.

 

In questa annata non manca la proverbiale concentrazione che contraddistingue le grandi annate di Ornellaia, ma il millesimo 2012 la nasconde all’interno di una struttura sontuosa, in un finale di lunga persistenza. 

Ornellaia della famiglia Frescobaldi è uno dei vini icona di Bolgheri

 

La cantina della Tenuta dell’Ornellaia a Bolgheri (Castagneto Carducci)

La Tenuta dell’Ornellaia, fondata nel 1981 da Lodovico Antinori e acquisita nel 2005 dalla famiglia Frescobaldi, comprende una superficie vitata di 91 ettari sulla costa toscana, a pochi passi dal borgo medievale di Bolgheri e dal celebre viale dei cipressi di carducciana memoria.

 

Il costante lavoro del team Frescobaldi e le particolari condizioni microclimatiche e geologiche hanno portato in un ventennio – il 1985 è stata la prima uscita di Ornellaia sul mercato – i vini della tenuta a ottenere i più prestigiosi riconoscimenti internazionali. 

Ornellaia 1998 è stato nominato vino dell’anno nel 2001 dalla rivista americana Wine Spectator. Nel 2004 il Masseto 2001 ha ricevuto il massimo punteggio (100/100) dalla stessa testata.

 

Numerosi anche i riconoscimenti ottenuti a livello nazionale, soprattutto la presenza costante ai vertici delle principali guide enologiche italiane: Gambero Rosso/Slowfood, Espresso, Duemilavini Ais, Luca Maroni.

L’anno scorso come miglior vino bianco fu premiata la Gran Cuvée Terlaner

La Cantina altoatesina di Terlano sulla Strada del Vino

Questo ennesimo importante riconoscimento da parte di “Decanter”, la voce più autorevole della critica enoica nel Regno Unito, segue l’exploit italiano del 2021 quando l’Alto Adige fu premiato per il migliore vino bianco del mondo con l’assegnazione dell’Oscar alla Gran Cuvée 2018 Primo Terlaner della Cantina di Terlano. Una cuvée di Pinot Bianco (65%), Chardonnay (32%) e Sauvignon (3%).

“Eravamo alla ricerca di una sintesi perfetta, l’anima più genuina della cantina” commentò con giustificato orgoglio l’enologo della Cantina Terlano Rudi Kofler.

“Cercavamo un vino che rappresentasse pienamente la nostra secolare tradizione, che riunisse in sé l’eccellenza dei nostri migliori vitigni e dei cru più pregiati. La nostra ricerca ha raggiunto il suo scopo con l’uscita del Terlaner I Grande Cuvée.”

Gli altri Oscar: ad uno Chardonnay australiano e allo Champagne Cristal 

La Cantina altoatesina Girlan di Cornaiano sulla Strada del Vino

Quello arrivato da “Decanter”, oltre a premiare Ornellaia come miglior vino rosso, una delle perle della galassia Frescobaldi che si conferma tra i vini più ricercati ed acclamati del mondo, è anche un riconoscimento corale della qualità della produzione tricolore, che vede tanti vini presenti sia nella lista dei migliori rossi che in quella dei migliori bianchi. Nessun riconoscimento all’Italia, invece, per quanto riguarda le bollicine e i vini dolci o fortificati.

Miglior vino bianco dell’anno quest’anno è stato proclamato lo Chardonnay australiano Coal River Valley 2021 di Tolpuddle Vineyard e come “Sparkling Wine of the Year” un altro mostro sacro: lo Champagne Cristal Brut 2013 di Louis Roederer.

Tra i rossi oltre all’Ornellaia, Girlan, le Langhe, l’Etna e la Valpolicella 

Nell’elenco dei migliori vini rossi del mondo “Decanter”, oltre all’Ornellaia 2012, cita il Taurasi Riserva Radici 2008 di Mastroberardino edizione speciale dedicata al patriarca Antonio Mastroberardino,

La Cantina altoatesina Girlan di Cornaiano sulla Strada del Vino

il Barolo Gallinotto 2017 di Mauro Molino, il Barbaresco Montestefano Riserva 2016 dei Produttori del Barbaresco, l’Etna Calderara Sottana 2019 della Tenuta delle Terre Nere, il Valpolicella Ripasso Superiore 2017 di Pasqua, il Lupicaia 2016 di Castello del Terriccio,

il Gschleier Alte Reben Vernatsch 2020 della Cantina altoatesina Girlan, il Palmento di Salina 2021 di Caravaglio, il Costa d’Amalfi A’ Scippata Riserva 2017 di Giuseppe Apicella, il Chianti Classico Levigne Riserva 2016 di Istine con punteggi superiori ai 94 punti su 100, mentre come “altamente raccomandati” sono segnalati anche il Bardolino 2021 de Le Fraghe, il Contrada G 2018 di Passopisciaro ed il Langhe Nebbiolo 2020 di Luigi Voghera.

Tra i vini bianchi sempre ai vertici l’Alto Adige, il Friuli e le Marche

Il Belpaese si conferma ai vertici mondiali anche anche tra i vini bianchi con il Derthona Timorasso Colli Tortonesi 2020 di Vietti, l’Amani Friulano 2021 di Marco Felluga (Collio), il Salina Chianu Cruci Bianco 2021

Piero Mastroberardino con il Taurasi Radici Antonio 2008 premiato da Decanter.

di Caravaglio, il Verdicchio di Matelica Vigneto Fogliano 2019 di Bisci ed il Rossese Bianco 2018 di Manzone,

 

accompagnati dai “raccomandati” Arbis Blanc 2019 di Borgo San Daniele, dall’Orvieto Classico Mare Antico 2019 di Decugnano dei Barbi, dal Piemme 2018 di Fattoria Le Pupille, dal Lis Friuli Isonzo 2017 di Lis Neris. Ed ancora: dal Lugana Trecampane 2019 di Marangona, dal Tradition Gewürztraminer 2021 di Terlano, dal Soave Calvarino 2020 di Pieropan, dal Sonnrain 2018 di Thomas Niedermayr e dall’Etna Bianco Mareneve 2018 di Federico Graziani.

Il Regno Unito si conferma il terzo mercato dopo Stati Uniti e Germania

I giudizi lusinghieri espressi da “Decanter” sono, ancora una volta, una sintesi dell’eccellenza del made in Italy in campo enoico: un mix di tanti territori, dall’Alto Adige alla Sicilia, di tanti vitigni e di tanti brand, tra realtà emergenti e realtà affermatissime che ormai si possono considerare dei “classici”.

 

Un quadro di insieme che è solo una selezione di un mosaico ben più ampio e variegato, apprezzatissimo nel Regno Unito, che, nei primi 9 mesi 2022, ha aumentato le importazioni di vini italiani in valore del +14,9% rispetto al 2021, toccando i 582 milioni di euro. Il Regno Unito si conferma, dunque, dopo Stati Uniti e Germania, il terzo pilastro più importante e solido del mercato mondiale del vino made in Italy.

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