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Lo schiaffo di Anagni

A distanza di secoli si ripete una beffa ad Anagni.

A distanza di secoli si ripete una beffa ad Anagni.

Il 7 Settembre 1303 papa Bonifacio VIII venne trattenuto nella cattedrale per impedirgli di promulgare una bolla contro il re di Francia Fippo IV di Valois detto Il Bello.

Il papa si sentiva sicuro ma grazie alla complicità di alcuni Anagnini le porte della città vennero aperte e il pontefice fu relegato nella cattedrale fino a quando si convinse a non pubblicare la bolla.

E ad Anagni altre porte sono state aperte pochi giorni fa. Su indicazione della UE lo stato italiano manda i carabinieri in uno stabilimento di Anagni.

I NAS sono entrati nella fabbrica della Catalent, azienda Usa che effettua il fill and finish ovverosia l’infialamento delle dosi. È stato calcolato che finora la Catalent ha infialate oltre 200 milioni di dosi.

E qui i NAS scoprono 29 milioni di fiale del vaccino AstraZeneca in deposito nei frigoriferi.

Sono quasi il doppio di quelle sinora consegnate alle nazioni della Unione Europea.

Questo stabilimento funge da confezionatore, se fosse nobil vino si direbbe imbottigliatore.

10/13 milioni secondo la direzione dovrebbero andare ai paesi Covax ossia quelli più poveri, alcuni milioni, 6/7 in Olanda, 5 in Belgio.

Le dosi sono state prodotte nello stabilimento della ditta Halix a Leida in Nederland – Paesi Bassi.

La Halix  produce senza avere ancora ricevuto l’autorizzazione ufficiale dalla EMA – Agenzia Europea dei Medicinali. E qui la questione si ingarbuglia. Sembra che le fiale fossero in realtà destinate ai sudditi della regina Elisabetta. La ditta Halix perché produce senza avere ancora l’autorizzazione?

È stata l’Inghilterra a sollecitare la produzione per farsela inviare?

Il dubbio sorge spontaneo. E il resto dei vaccini dove vanno?

Ci vorrebbe Sherlock Holmes per risolvere il mistero. Finora AstraZeneca ha mantenuto i suoi impegni contrattuali di fornitura dei vaccini solo col Regno Unito.

E ha lesinato sulle consegne agli stati UE. E il resto?

Spediti sull’isola britannica fredda e antipatica uscita dalla UE ai primi di gennaio. Ed è già la seconda volta che i discendenti delle tribù umiliate da Giulio Cesare ci mettono i bastoni tra le ruote.

Il ministro inglese della salute Matt Hancock ha detto che il regno unito ha l’esclusiva dei vaccini AstraZeneca. E gli altri prendono le fiale che rimangono. Simpatico davvero. Gli ingranaggi della vaccinazione già girano lenti senza che ci siano accaparratori.

Spetta ad AstraZeneca chiarire dove erano destinate le confezioni.

Non si può fare a meno di rimarcare che AstraZeneca è molto lontana dal rispettare gli impegni assunti.

Era prevista la consegna di 120 milioni di dosi entro il primo trimestre del 2021. Attualmente quelle effettivamente consegnate sono circa un settimo, 17 milioni.

Nel frattempo i carabinieri presidiano lo stabilimento di Anagni per impedire l’uscita delle casse con i vaccini tranne quelle destinate ai paesi poveri. Bisogna restituire lo schiaffo.

Umberto Faedi 


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Redazione

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