L’informazione ad orologeria che distrugge la ristorazione

L’informazione ad orologeria che distrugge la ristorazione

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Il Tg1 ieri ha proposto un servizio su come avviene il contagio da coronavirus nei ristoranti. Nessuna base scientifica. Solo il piacere di creare allarmismi fra la gente.

 

Nell’edizione delle 20,00 del Tg1 il 14 maggio è stato proposto un servizio girato in Giappone, che simulava come si diffonde il contagio nei ristoranti. Il video mostrava, dopo avere messo del gel nelle mani di un avventore, questi si avvicinava ad un buffet e usando luci fluorescenti, dimostravano che si contaminavano oggetti e persone.

 

Naturalmente una simulazione senza basi scientifiche, ma che ha lanciato un messaggio devastante per i telespettatori: se andate al ristorante vi contagiate! E per di più, nell’edizione più ascoltata del Tg. Nulla succede a caso e la scelta di mandare in onda un servizio del genere alla vigilia della riapertura di ristoranti e bar, fa pensare ad un procurato allarme inutile che produrrà un danno senza limiti a chi sta preparandosi, fra mille difficoltà a riaprire.

 

Non è questo il modo di fare giornalismo, abbandonando la deontologia professionale. Dove sta il Comitato di vigilanza Rai? Come si può far passare un servizio del genere? Non credo alle coincidenze, è stata una scelta deliberata per dare il colpo di grazia alla ristorazione italiana. Ma è anche un’offesa all’intelligenza degli italiani, facendo passare un messaggio che diffonde paura.

 

In quel video, tra l’altro, è ravvisabile il reato previsto dall’articolo 658 del Codice penale, di procurato allarme; e sarebbe il caso che la Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), prendesse posizione a livello nazionale, nei confronti di un modo da fare giornalismo che ha del vergognoso.

 

Piero Rotolo

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Piero Rotolo

Direttore Responsabile vive a Castellammare del Golfo Trapani

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