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Libro bianco Italia 2022 sul valore dell’acqua

Il Libro Bianco “Valore Acqua per l’Italia” 2022, 3a Edizione, curato da The European House – Ambrosetti viene presentato martedì 22 marzo ore 09:15 – 13:30 a Palazzo Rospigliosi (Via XXIV Maggio,43) a Roma.

Nella ricorrenza della Giornata Mondiale dell’Acqua il Libro Bianco farà il punto sulla risorsa acqua nel nostro Paese ed esporrà il decalogo di proposte e azioni concrete messo a punto per l’Italia, con l’obiettivo di condividere una visione di sviluppo comune per la filiera estesa dell’acqua e concretizzare, alla pari di altre economie, il rilancio del Paese verso modelli di produzione e consumo sostenibili.

“Acqua: risorsa chiave per il rilancio del Paese” è frutto del terzo anno di attività della Community Valore Acqua per l’Italia istituita dal think tank guidato da Valerio De Molli nel 2019.

L’incontro si pone a conclusione del terzo anno di attività della Community Valore Acqua per l’Italia, la piattaforma di confronto di alto livello attivata da The European House – Ambrosetti nel 2019 che tratta il tema della gestione della risorsa acqua come driver di competitività e sviluppo sostenibile, con l’obiettivo di avanzare proposte al sistema-Paese.

Nell’evento sarà inoltre presentata la mappatura della filiera estesa dell’acqua in Italia e nei principali Paesi europei.

L’acqua una risorsa fondamentale poco conosciuta

È questa la sintesi da quanto emerge dalle opinioni dei cittadini italiani in merito all’acqua.

Da una survey nazionale somministrata a un campione di 1.000 italiani rappresentativi dell’universo nazionale per macro-area geografica, genere ed età dei rispondenti, realizzata dall’Osservatorio della Community Valore Acqua per l’Italia, sono emersi ben otto paradossi sulla risorsa acqua.

Emerge soprattutto il tema del valore percepito dell’acqua, l’oro blu italiano: quasi 6 cittadini su 10 ritengono che l’attuale spesa in bolletta sia troppo onerosa.

In realtà, l’indagine mostra che l’Italia è uno dei Paesi con le tariffe più basse d’Europa (2,08 euro/m3 – dato medio nazionale), corrispondente alla metà di quella francese (4,08 euro/m3 – dato medio del Paese).

Per altro, più del 90% dei cittadini non è a conoscenza del costo reale del servizio, l’86% sovrastima la propria spesa annua e quasi 1/3 dei rispondenti pensa di pagare “circa” il doppio in più rispetto alla spesa reale.
Tuttavia, più della metà degli italiani sarebbe disposta a sostenere un piccolo aumento in bolletta per rendere il servizio più efficiente e sostenibile.

Il paradosso della scarsa fiducia dell’acqua del rubinetto

Questo accade nonostante la qualità dell’acqua di rete sia tra le più alte in Europa.

Considerando la media italiana, emerge che solo il 29,3% dei cittadini beve abitualmente acqua del rubinetto, e si registrano rilevanti difformità tra i territori italiani con una progressiva maggiore fiducia nelle abitudini di alcune aree del Paese, a partire dal Centro-Nord.

Così rimaniamo primi al Mondo per consumo di acqua in bottiglia: un dato stridente se consideriamo che 1 m3 di acqua di rete equivale a 2.000 bottiglie d’acqua da mezzo litro.
Il che, tradotta in cifre la spesa, si spendere circa 2.000 euro, piuttosto che 2,08 euro (pari al costo di 1 m3 di acqua di rete, peraltro di ottima qualità).

È del resto alta tra gli italiani la convinzione che per avere maggiore fiducia sia nell’acqua potabile sia negli enti erogatori debbano essere garantiti interventi di efficientamento del servizio, ad esempio attraverso l’ammodernamento della rete infrastrutturale, la riduzione delle perdite di rete, il miglioramento qualitativo della depurazione.

L’acqua è un bene prezioso non sempre rispettato

L’utilizzo responsabile di acqua sembra sia il comportamento sostenibile più adottato dai cittadini, benché più di 2/3 sottostimino il proprio effettivo consumo giornaliero, con il conseguente protrarsi di abitudini errate che acutizzano lo stress idrico del Paese.

I metodi casalinghi per non sprecare acqua sono ben noti e anche intuibili da parte del consumatore veramente attento.

Maura Sacher

 


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