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Le minacce per i vini italiani non sono ancora svanite

Le minacce per i vini italiani non sono ancora svanite

Le minacce per i vini italiani non sono ancora svanite

Nuovi pericoli si prospettano per il futuro dei vini italiani. 

I recenti  emendamenti al Cancer Plan approvati dell’Europarlamento hanno reso una parziale giustizia alla filiera del vino italiano e ai suoi appassionati, moderati e fedeli consumatori. 

Nei prossimi mesi saranno dibattute e riproposte le situazioni concernenti fiscalità, taglio alle iniziative promozionali e la famigerata etichettatura Nutriscore.

Nel mese di Maggio quindi fra pochi giorni prosegue il programma della OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità che riguardano l’abuso di alcol. 

L’abuso di bevande è sicuramente un grave problema per determinate persone in molte nazioni della UE. 

Ciò non significa che il consumo ragionato sia equiparabile all’abuso come alcuni oltranzisti sostengono in ambito UE. 

Dieta Mediterranea bene completamente italiano

Il vino fa parte indissolubile della Dieta Mediterranea ed è espressione della storia e della cultura italiana. 

Tutti i territori regionali della nostra penisola sono vocati da millenni alla coltivazione della vite. 

Ovviamente ogni zona ha caratteristiche differenti e diverse tipologie vinicole che si possono allevare. 

Moltissimi italiani e italiane bevono e apprezzano il vino e la stragrande maggioranza lo fa in maniera più che responsabile. 

 

Sicuramente possono essere condivise strategie, politiche e messaggi indirizzati ad un consumo corretto dei vini. 

 

Il contrasto degli abusi è una azione imprescindibile per tutelare la salute dei cittadini e dei consumatori. Questo non significa assumere posizioni oltranziste a livello UE e deliberare provvedimenti punitivi.  

Non c’è nessuna necessità di leghe statali antialcoliche e inutili stantii moralismi. E purtroppo non è nemmeno scongiurato il pericolo Nutriscore per quanto riguarda l’etichettatura dei prodotti alimentari. 

Personalmente sono convinto che le istituzioni della Unione Europea dovrebbero rivolgere la loro scrupolosa attenzione ad altre importanti  problematiche. 

A proposito di bevande cosa sta facendo la Commissione Europea in merito alle percentuali di glifosato riscontrate in molte birre vendute nelle nazioni UE? 

E consultando l’elenco degli additivi alimentari autorizzati dalla UE in base al Regolamento 1129/2011 che modifica l’allegato II del Regolamento CE 1333/2008 cosa si può trovare? 

Ben 43 additivi sintetici: i famigerati coloranti della serie E sono ancora autorizzati per essere utilizzati negli alimenti, nei farmaci e nei cosmetici. L’ultimo aggiornamento di questo elenco risale al 2013. 

Sarebbe veramente d’uopo che i soloni della Commissione UE si impegnassero a rivedere questa inquietante lista di coloranti nocivi per la salute.

    Umberto Faedi 


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Umberto Faedi

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