Un occhio sul mondo

Le carote e i bastoni del governo Meloni

Le carote e i bastoni del governo Meloni

Le carote e i bastoni del governo Meloni

La manovra economica del nuovo esecutivo di molta destra e poco centro è decisamente insufficiente e povera di denaro e idee in merito alle reali necessità dell’Italia. 

Molte idee ma confuse, un vorrei ma non posso che non può fare altro che danneggiare la nazione.

I fratelli&sorelle d’Italia dicono di mettere al primo posto della loro filosofia (?).

 Ma hanno una filosofia per l’Italia? 

Ben 15 capitoli e 136 articoli connotano la prima misera legge di bilancio del nuovo esecutivo. 

E subito si notano incongruenze e repentini cambi di direzione rispetto ai tanti proclami sbandierati e urlati da Giorgia durante la campagna elettorale. 

Per accontentare Salvini & co rottamazione delle cartelle esattoriali non pagate con importi fino a mille euro. 

Una perdita secca per il bilancio già precario dello stato di 730 milioni di euro. 

E chi ha sempre pagato puntualmente cosa deve dire? 

Aumento del tetto al contante esteso da 1000 a 5000 euro dal primo Gennaio 2023. 

Secondo la/il presidente del consiglio ciò non favorisce l’evasione. 

Non conosco nessuno all’infuori di mariuoli e spaccia che girano con 5000 euro nella saccoccia. 

Anche questo per accontentare e tacitare Salvini & co. 

Ecco servito un bel plateau di dolci carote per gli elettori & sostenitori del governo. 

E non è finita qui. 

Esonero per gli esercenti dall’obbligo di accettare pagamenti tramite POS per acquisti inferiori a 60 euro. 

E anche per questo provvedimento il governo smentisce che agevoli l’evasione. 

Sì Pinocchio, è proprio così. 

E cosa dire della tassa piatta o flat tax così definita da molti che non sanno nemmeno parlare correttamente in italiano? 

È un privilegio fiscale per i lavoratori autonomi connotata da un meccanismo assai complicato. 

Il risultato è che si riducono le tasse a coloro che evadono circa il 70 % della imposta dovuta. 

Ecco applicato il sovranismo fiscale al popolo della vecchia piccola borghesia cantata è descritta magistralmente dal grande poeta Claudio Lolli. 

E ora siamo al bastone, parente stretto del manganello tanto amato dagli eredi quantomeno morali della tristissima era fascista.  

L’esecutivo non ha rinnovato lo sconto sulle accise e così schizzano alle stelle immediatamente i costi dei carburanti e dal primo Gennaio 2023 i prezzi dei pacchetti di sigarette.

 Saranno aumentati di 15/20 centesimi a seconda delle tipologie. 

Uno slancio all’inflazione che è già alta: 12 % attualmente. 

Anche le pietre sanno che aumentando i costi dei carburanti contestualmente si alzano i prezzi dei prodotti. 

In Italia il 90 % dei trasporti delle merci si effettua su gomma. 

Questo provvedimento è parente strettissimo di quelli adottati durante la prima repubblica dai governi monocolore democristiani e successivamente da quelli di coalizioni più o meno variegate. 

Il sunto della manovrina è desolante e deludente allo stesso tempo. 

D’altronde non mi aspettavo altro da un governo che come primi provvedimenti ha inteso colpire i rave parties e le ONG che si sostituiscono ai compiti di un misero meschino staterello allo sbando e fiero di rivendicare una sovranità senza senso che condivide con stati retrogradi quali Polonia ed Ungheria.

Umberto Faedi 


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Redazione

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