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Le cantine rischiano di rimanere senza vetro, carta, cartone e gabbiette

Le cantine e le aziende rischiano di rimanere senza vetro, carta, cartone e gabbiette di alluminio

Le cantine e le aziende rischiano di rimanere senza vetro, carta, cartone e gabbiette di alluminio

I primi segnali di problemi riguardo i prezzi dei materiali si sono palesati alla fine del 2021. 

Arrivando al periodo attuale con prezzi praticamente raddoppiati per carta e cartone, aumento del 25 % per il vetro e del 40 % per i tappi. 

I fornitori hanno comunicato alle cantine e alle distillerie che sono previsti altri aumenti e addirittura probabili sospensioni delle forniture. 

Il costo del trasporto su gomma è aumentato oltre il 30 % senza considerare che i trasportatori potrebbero fermarsi a causa del costo del gasolio. 

Registrato un record negativo per i noli marittimi con oltre il 400 % in più rispetto al 2020. 

L’ UIV – Unione Italiana Vini rende noto che le imprese fornitrici stanno inviando comunicazioni alle cantine e alle distillerie che annunciano modifiche unilaterali ai contratti in vigore e a quelli in scadenza a fine 2022. 

Gli aumenti dei materiali potrebbero arrivare fino al 35 /40 %. 

Non sfuggono a questa impennata dei prezzi le gabbiette di alluminio necessarie per i vini spumanti e frizzanti. 

Tutto ciò porterà le cantine ad aumentare i listini con il rischio di diminuire fortemente la competitività dei vini italiani nel mercato mondiale. 

La situazione nel 2022 per le cantine potrebbe essere veramente brutta.

 Gli aumenti dell’energia, delle materie prime, dei costi dei trasporti uniti agli aumenti dei componenti essenziali, oltre al vino, per confezione le bottiglie possono rallentare la produzione di vini, spiriti e aceti. 

Peccato perché le vendite all’estero hanno fatto registrare nel 2021 un incremento del 13 % rispetto al 2020. 

Ottimo il risultato per le nostre bollicine grazie soprattutto al boom del Prosecco. 

Grande la crescita degli spiriti che hanno incrementato le vendite del 23 % rispetto al 2020. 

L’Italia mantiene la seconda posizione al mondo dopo la Germania come paese esportatore di liquori e distillati staccando nettamente Francia, Irlanda e Regno ancora Unito. 

Il conflitto in atto non fa altro che aggravare la situazione per le nostre aziende.

Umberto Faedi 


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Redazione

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