Latte crudo nei distributori automatici: nuove regole

Latte crudo nei distributori automatici: nuove regole

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L’introduzione dei distributori automatici del latte, i “bancolat”, è stata una novità che all’inizio molti consumatori hanno accolto con diffidenza, abituati ormai alla scomparsa della vendita diretta porta a porta dei lontani anni dimenticati con il boom economico e vietati da normative che iniziavano a porre attenzione alla tutela della salute (e della commercializzazione). Tuttavia, sempre più cittadini hanno trovato questo tipo di approvvigionamento come un ritorno al passato, forse per il fascino del rito di andare a prendere il latte, altri l’hanno approvato con grande entusiasmo per quel decantato “chilometro zero”, che ispirava e ancora ispira fiducia.

Più rigide misure a tutela della salute del consumatore sono entrate in vigore con il Decreto del Ministro della Salute, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 gennaio 2013, attuativo dell’articolo 8 della legge 8 novembre 2012, n. 189 sulle «Norme in materia di sicurezza alimentare e di bevande», disciplinando ulteriormente la vendita di latte crudo.

Ogni operatore del settore alimentare che utilizza distributori automatici per la vendita diretta di latte o crema cruda deve riportare sulla confezione del prodotto o in etichetta le informazioni che Ministro della salute ha disposto, prima di tutto la dicitura «prodotto da consumarsi previa bollitura», indicazione chiara e visibile che deve apparire sul frontale del distributore automatico, in rosso e con caratteri di almeno 4 centimetri.
Inoltre, qualora l’imbottigliamento avvenga utilizzando contenitori forniti dall’operatore, ogni contenitore deve essere etichettato con una scritta a caratteri di almeno 1 centimetro e di colore rosso, indicante sia la raccomandazione alla bollitura sia la data di mungitura e la data di scadenza del latte, che non deve superare i tre giorni dalla data di mungitura.

 

Il decreto Balduzzi, infine, esclude la possibilità che vengano forniti agli acquirenti contenitori per il consumo in loco del prodotto, e ciò proprio in relazione al fatto che prima di essere consumato il latte deve essere necessariamente bollito.

 

Maura Sacher
m.sacher@egnews.it

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