Stile e Società

La ristorazione non si blocca ma si difende

La ristorazione intera, in questi momenti di grande incertezza sanitaria, si trova a gestire un inizio di crisi sulle cui conseguenze la politica non ha ancora una visione chiara e, soprattutto, lascia aperte differenti interpretazioni.

L’approccio che le istituzioni stanno avendo nei confronti della ristorazione e delle attività di somministrazione è sicuramente confusionario. Eppure il lavoro deve andare avanti.

Tutti gli imprenditori e le aziende sono preoccupate per il loro business, ma sono anche consapevoli che la salute stia prima di tutto.

Su come i singoli cittadini devono comportarsi nell’emergenza Corona Virus, il Governo ha diffuso diverse regole, ed anche la Ristorazione potrebbe attenersi a principi entro cui muoversi, al di là dell’assoluta rassicurazione nel frequente lavaggio delle mani degli addetti alle cucine o dell’uso di guanti o di una mascherina sulla bocca da parte di chi maneggia le materie prime, pesce, carne e verdure.

Nelle disposizioni, fino ad ora emanate, viene raccomandata la somministrazione di cibi direttamente al tavolo, privilegiando i dehors, distanziando i tavoli tra di loro a misura di sicurezza calcolato 1m, ossia 1m e ½ ossia 2m, limitando l’affollamento del pubblico.

Ma eccone altre, studiate apposta e suggerite.
Eliminare i servizi di tipo self service, sostituendole con forme di somministrazione assistita dove l’alimento viene fornito direttamente in monoporzione dal personale addetto al servizio.
Utilizzare disinfettanti sulle superfici al cambio tavolo, dopo aver sparecchiato.
Se si vuole presentare il tavolo tovagliato, o utilizzare tovaglie monouso da sostituire ad ogni cambio oppure sostituire la copertura usata destinandola al lavaggio con igienizzante.
Rendere disponibili gel igienizzanti per la clientela: posizionare all’ingresso del locale almeno un dispenser per la disinfezione delle mani e un altro nei bagni.

Ultimo problema, forse il più banale.
La raccomandazione di evitare forme di contatto fisico tra le persone implica anche il contatto ravvicinato agli indumenti degli avventori. Insomma, come stanno trasformandosi le abitudini socializzanti degli Italiani, con il bando di baci ed abbracci, sta cambiando anche il Galateo o perlomeno la buona prassi dei locali raffinati della ristorazione, in cui gli addetti alla prima accoglienza si prodigano a togliere il soprabito alle signore. Sembra che questo gesto di cortesia sia da sospendere.

Noi speriamo che tutto finisca in bene, e pure che le “sane” abitudini non vadano nel dimenticatoio, una volta finita l’emergenza.

Maura Sacher


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