La Palestina vince il Cous Cous Fest

La Palestina vince il Cous Cous Fest

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L’Italia si aggiudica il premio popolare, mentre a Usa e Perù vanno due premi speciali. La rassegna chiude con un nuovo record di vendite.

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E’ la Palestina il paese vincitore del Campionato del mondo del cous cous, svolto nell’ambito del Cous Cous Fest, il festival internazionale dell’integrazione culturale. E’ stata la ricetta degli chef George Suheil Srour, del ristorante Hareer a Ramallah ed Elias Bassous, che lavora al Jacir Palace Hotel, un hotel 5 stelle a Betlemme, la preferita dalla giuria tecnica tra quelle degli altri nove Paesi in gara.

 

Secondo la giuria il cous cous palestinese con finocchio e melograno crumble servito con filetto di orata alla griglia su un letto di coulis di finocchio e una spolverata di sommacco selvaggio infuso in olio d’oliva, “è di immediata comprensione pur avendo una struttura di molti sapori; è armonioso, equilibrato, molto godibile e in sintonia con il tema del Cous Cous Fest”. Gli chef sono stati accompagnati sul palco da Magdouline Salameh, responsabile dei rapporti con l’Italia per il Ministero del turismo e dei beni storici della Palestina.

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La giuria popolare, composta dai visitatori della rassegna, anche quest’anno ha premiato l’Italia, rappresentata da due chef sanvitesi, Giorgio Graziano, il capitano, e Antonino Grammatico e due sardi, Alberto Sanna e Federico Floris, vincitori del Campionato italiano di cous cous Bia. La loro ricetta, un cous cous di cernia e tenerumi (i fiori di zucchina), è stata premiata con il riconoscimento offerto da Bia e consegnato da Luciano Pollini, amministratore delegato dell’azienda.

 

Agli Stati Uniti è andato uno dei due premi speciali assegnati dalla giuria tecnica, quello per la migliore presentazione del piatto, “per il modo unico in cui evocava il paese d’origine: la tradizione del sud degli Stati Uniti sposata al meglio con la millenaria tradizione de cous cous”. Ai due chef, Mary Sue Milliken, alla guida di tre ristoranti a Santa Monica, Los Angeles e Las Vegas, e Bob Blumer, il premio offerto da Conad e consegnato dal direttore generale, Natale Lia.

 

Al Perù, per la prima volta partecipante al Festival, è andato invece il premio per l’innovazione del piatto, definito di grande armonia. “lo chef ha dimostrato l’introduzione di questo prodotto in un paese che non lo conosce,  sintetizzando con maestria il cous cous con l’immensa biodiversità dei prodotti del proprio territorio”. Lo chef peruviano Rafael Rodriguez, consulente gastronomico per importanti alberghi e ristoranti italiani, è stato premiato con il riconoscimento offerto da Electrolux Professional e consegnato da Giuseppe Pappalardo, della chef Accademy dell’azienda.

 

Il cous cous, piatto povero nato tra le dune dei deserti del Maghreb, è stato ancora una volta il pretesto per parlare di pace e solidarietà tra popoli all’insegna del motto “make cous cous not war”. Il Cous Cous Fest ha attirato nella cittadina trapanese migliaia di persone con un programma di dieci giorni che ha visto oltre 40 cooking show con i maggiori protagonisti della cucina italiana, da Giancarlo Morelli a Sonia Peronaci, da Pino Cuttaia a Chiara Maci, Filippo La Mantia e Giorgione e grandi artisti della musica italiana internazionale.

 

Il Festival ha segnato un nuovo record, superando ancora una volta i biglietti di degustazione venduti l’anno scorso e registrando un incremento a due cifre.

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