
(Adnkronos) –
Nella settimana precedente all’attacco di venerdì scorso, che ha ucciso due soldati statunitensi e lasciato un militare disperso in Giordania, l’Iran ha condotto altri tre attacchi contro le forze Usa nel Paese: quegli attacchi “hanno ferito decine di militari statunitensi e danneggiato diversi elicotteri”. Lo scrive il New York Times, citando diversi funzionari statunitensi che hanno parlato in condizione di anonimato e sottolineando che il Pentagono non ha divulgato quegli attacchi precedenti, né le vittime e i danni che hanno causato.
L’episodio evidenzia la tensione tra quella che il Dipartimento della Guerra statunitense definisce la necessità di sicurezza operativa, e l’obbligo del governo di informare il pubblico sulla conduzione della guerra, rileva la testata. In seguito a quegli attacchi il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato di star rispondendo agli attacchi iraniani contro navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz, senza mai menzionare gli attacchi iraniani contro le basi Usa nella regione, inclusa quella in Giordania.
L’ente “non è obbligato a divulgare informazioni sui militari feriti, soprattutto quando ritornano rapidamente in servizio”, ha dichiarato al Nyt un funzionario militare statunitense, sottolineando come la divulgazione di informazioni che potrebbero aiutare l’Iran possa essere controproducente.
Dal crollo della tregua tra Teheran e Washington e quasi cinque mesi di guerra, il Pentagono ha fornito poche informazioni sulla strategia militare statunitense, sottolinea il New York Times, ricordando che l’ultimo briefing sulla guerra risale ai primi di maggio. Parimenti, negli ultimi mesi l’amministrazione guidata da Donald Trump non ha reso noto in che modo il conflitto abbia prosciugato le riserve statunitensi di armi costose e fondamentali, né come l’Iran abbia mantenuto e ricostruito la sua capacità missilistica. Secondo il Comando Centrale, oltre 400 militari statunitensi sono stati feriti dall’inizio delle ostilità: inizialmente il Pentagono riportava con regolarità il numero totale di militari feriti e ritornati in servizio dall’inizio della guerra, ma nelle ultime settimane ha smesso di aggiornare la cifra complessiva.
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