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In tavola meno polli e tacchini per le feste natalizie

In tavola meno polli e tacchini per le feste natalizie

In tavola meno polli e tacchini per le feste natalizie

La grande epidemia aviaria che ha colpito recentemente l’Italia provoca una consistente mancanza di disponibilità per le tavole delle feste.

Sono oltre otto milioni i capi abbattuti nei 180 focolai individuati quasi tutti ubicati in Veneto.

Padova e Verona sono le province più colpite da questa epidemia aviaria che è la più grande mai vista nel nostro paese.

 

In Emilia Romagna fino ad ora un solo allevamento è stato interessato dal contagio.

La conseguenza di questo disastro è che la filiera a partire dalla grande distribuzione cercherà e comprerà carni avicole in nazioni concorrenti dell’Italia quali Argentina, Brasile e Ucraina.

 

L’italia perderà così importanti quote di mercato.

 

E purtroppo non è garantita ai consumatori carne di qualità controllata e sicura come quella nostrana.

Gli allevamenti italiani sono costantemente monitorati tramite visite ispettive da parte delle ASL locali.

La causa della epidemia è probabilmente imputabile al fatto che gli animali allevati all’aperto hanno più probabilità di essere contagiati dagli uccelli migratori.

Moltissime aziende avicole si ritrovano da un giorno all’altro senza animali e il fatturato pari a zero.

E devono continuare ad affrontare ingenti spese per sanificare e pulire gli impianti nonché pagare le bollette che hanno subito pesanti rincari.

È urgente che siano attivati ristori tempestivi destinati agli imprenditori e ai lavoratori dato che con la chiusura delle aziende viene a mancare reddito e lavoro.

Per far ripartire l’attività degli allevamenti che hanno dovuto abbattere tutti gli animali saranno necessari molti mesi.

È auspicabile che il governo e i ministeri competenti non dormano e si attivino per sostenere le attività sperando che nel frattempo si riesca a contenere e debellare l’epidemia.

Umberto Faedi 


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