In alto i calici con il Giulio Ferrari  Gran Riserva del Fondatore 2008

In alto i calici con il Giulio Ferrari  Gran Riserva del Fondatore 2008

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Una sfida contro il tempo. Con questo intendimento nei giorni scorsi la casa spumantistica trentina Ferrari ha presentato l’annata 2008 del mitico Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, il vino icona delle bollicine italiane. Undici anni sui lieviti, sboccatura 2019, è dedicato ad uno dei pionieri della spumantistica italiana che nel 1902 creò in una cantina del centro storico dell’antica Tridentum, a due passi dalla cattedrale, quel metodo classico che oggi non ha nulla da invidiare alle più prestigiose etichette di Champagne. Non avendo figli, nel 1952 il “sior” Giulio cedette la cantina alla famiglia Lunelli e fu l’enologo Mauro Lunelli, il più giovane della famiglia, ad avere l’intuizione di dar vita ad uno spumante che potesse rivaleggiare per longevità con i cugini d’Oltrape. E così nel 1972 vide la luce il mitico Giulio Ferrari, uno Chardonnay in purezza prodotto solo nelle annate ritenute eccellenti da uve biologiche coltivate a Maso Pianizza, un vigneto sulla collina di Trento straordinariamente vocato alla spumantistica come aveva intuito Giulio Ferrari e come poi hanno confermato i numerosi riconoscimenti attribuiti nel corso degli anni a questo vino bandiera. 

Il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore è la bollicina italiana più premiata di sempre, sia a livello nazionale che internazionale, un Trentodoc che ha saputo vincere la sfida contro il tempo: affina oltre dieci anni sui lieviti acquisendo grande complessità ma senza perdere equilibrio, freschezza ed eleganza.

L’annata 2008 presenta un incredibile caleidoscopio di profumi, in cui è particolarmente suadente la nota fruttata. L’ingresso in bocca stupisce per l’incredibile ricchezza degli aromi e la delicatezza della bollicina, che accarezza e avvolge il palato grazie a una freschezza perfettamente integrata. Un vino materico, nobile e appagante. Questo Trentodoc Extra Brut 2008 si presenta con un bouquet di rara intensità e fragranza e stupisce per l’incredibile ricchezza degli aromi e l’eleganza della bollicina. Una bollicina ricca di armonia, equilibrio, sapidità e freschezza a dispetto dell’età.

Giustamente emozionati durante il battesimo ufficiale Matteo e Marcello Lunelli e l’enologo di Casa Ferrari Ruben Larentis che hanno fatto gli onori di casa durante la degistazione alla quale hanno partecipato tre voci autorevoli del settore: Marco Sabellico del Gambero Rosso, Luciano Ferraro del Corriere della Sera e Alessandro Scorsone, gran cerimoniere della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nella degustazione è emersa la straordinaria freschezza e armonia di questa annata, confermata da Marco Sabellico, che l’ha definita completamente a sé, diversa da qualsiasi altra annata di Giulio Ferrari, interpretando perfettamente le sue caratteristiche nel lavoro in vigna e successivamente in cantina.

Luciano Ferraro ne ha poi esaltato, oltre all’eleganza, la caparbietà e la forza tipici del suo carattere di montagna, ricordando come Ferrari si intrecci in tutto questo ultimo secolo con la storia italiana e come anche in questo momento voglia celebrare un appuntamento storico importante quale la Festa della Repubblica. Lo sottolinea bene anche Alessandro Scorsone, che in tante occasioni istituzionali ha presentato le etichette Ferrari, ma che ha voluto ribadire l’unicità del Giulio, una bollicina che ha saputo creare uno stile, senza età e senza tempo.

“E’ una sfida vinta” ha commentato il presidente e amministratore delegato Matteo Lunelli. “Nel 1972 mio zio Mauro iniziò a sperimentare uno spumante che voleva sfidare il tempo e lo fece di nascosto dai suoi fratelli. Quando presentò il prodotto rimasero entusiasti e diventò un simbolo della nostra cantina e della spumantistica italiana, capace di giocarsela anche con le grandi bollicine francesi senza avere nulla da invidiare”. 

L’enologo Marcello Lunelli ha spiegato l’annata 2008 e il vigneto da cui proviene. “Il 2008 è stata un’annata bizzarra, la seconda annata più piovosa dopo il 1921, soprattutto tra novembre e dicembre, mentre nel resto dell’anno è stata un’annata molto calda soprattutto in estate con l’escursione termica tipica del Maso Pianizza dove si trova il vigneto a 600 metri con le notti fresche che hanno mantenuto l’acidità delle uve, l’architrave del marchio Ferrari nelle bollicine. Un vigneto esposto a Sud con una vendemmia tardiva che avviene una ventina di giorni di ritardo rispetto alla  media, un sistema di allevamento dove negli anni si è passati dalla pergola al guyot o alla spalliera per sfruttare la luce e permettere degli interventi mirati con meccanizzazione nelle operazioni a verde”.

 A questo punto alziamo i calici per festeggiare questa mitica Riserva che ha saputo vincere la sfida contro il tempo (oltre undici anni sui lieviti) acquisendo complessità ma senza perdere equilibrio, freschezza ed eleganza. Prosit. (GIUSEPPE CASAGRANDE)

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