Il vino che verrà

Il vino che verrà

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A colloquio con Sebastiano Polinas, enologo dell’azienda Di Legami durante l’imbottigliamento della nuova annata. La cantina e i vigneti si trovano nell’agro trapanese, tra il monte Erice, la città di Trapani e le saline di Marsala e si estende per circa 100 ettari.

 

Siamo andati in contrada Berlinghieri e Zafarana, in provincia di Trapani, presso la cantina Di Legami dove hanno inaugurato la nuova linea di imbottigliamento. Tutto è in movimento per imbottigliare l’ultima annata.

La vendemmia 2017 è stata complessa per le alte temperature registrate che in certi casi hanno fatto preoccupare enologi e produttori, ponendo un’ipoteca sul vino che sarebbe stato prodotto.

 

“L’ultima vendemmia è stata – ha dichiarato Sebastiano Polinas – la più difficile della storia della cantina Di Legami, ma anche della mia carriera. In vent’anni che faccio vino, non avevo mai trovato una vendemmia così calda e spigolosa nelle sue sfaccettature”.

Il 2017 è stato l’anno dell’enologo secondo Polinas che è molto soddisfatto per i risultati che ha ottenuto, infatti, grazie alla scelta di aver anticipato i tempi di vendemmia è riuscito a mantenere in piedi gli aromi e l’equilibrio acido. Fra le novità della cantina Di Legami, il nuovo rosato prodotto.

 

“Per il nuovo rosato, abbiamo scelto un vitigno particolare, il Perricone – ha proseguito Polinas – perché rappresenta la nostra evoluzione e riteniamo si presta anche ad una vinificazione in rosato”.

E i risultati già si notano nel calice: il colore è brillante, con sfumature fuxia, il quadro aromatico e l’equilibrio acido ottenuto ne fanno un vino molto interessante a naso e bocca. Una considerazione sui rossi. “Sui rossi per il momento posso dire ni – ha concluso Polinas – perché sto aspettando l’evoluzione nel legno. A un certo punto si è fermata la fotosintesi, anche la sintesi dei polifenoli, poi è ripresa in seguito. Devo ancora verificare alla fine cosa succederà, ma sono fiducioso sul risultato”.

 

Per la cantina Di Legami il vino di punta è rappresentato dal Perricone rosso e quest’anno sarà messo in commercio il 2016, perché questo rosso è affinato nel legno per 14 mesi. Il Perricone è un vitigno autoctono, conosciuto anche col nome di Pigniatello, esclusivo delle province di Trapani e Palermo, che da alcuni anni è stato valorizzato, incrementandone la diffusione.

L’azienda Di Legami sorge in contrada Berlinghieri e Zafarana, nell’agro trapanese, tra il monte Erice, la città di Trapani e le saline di Marsala e si estende per circa 100 ettari, di cui 45 vitati, su lievi colline a 350 m. s.l.m. La famiglia da tre generazioni è impegnata nella coltivazione e nella valorizzazione dei vitigni autoctoni, su tutti Grillo, Inzolia, Nero d’Avola e Perricone, con una particolare attenzione anche agli alloctoni come Chardonnay e Syrah.

 

Oggi Di Legami rappresenta una realtà vitivinicola biologica certificata, consapevole delle forti radici storiche legate al territorio, ma proiettata verso il futuro sostenibile.

 

Piero Rotolo

 

 

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Piero Rotolo

Direttore Responsabile vive a Castellammare del Golfo Trapani

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