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Il Trentino di Grigoletti

A Nomi, in Trentino, Grigoletti produce vino da quattro generazioni.

Una realtà familiare, nata con il bisnonno Federico ampliata negli anni ‘70 dal figlio Bruno. Uomo lungimirante che nei suoi frequenti viaggi ha carpito i segreti dei vignaioli del mondo.

Il Trentino di Grigoletti

Di ritorno dall’Alsazia decide di costruire una nuova cantina per il figlio Carmelo, allora di 9 anni.

Con fatica e grandi economie nasce così l’attuale Cantina che ha portato in Italia la filosofia dell’accoglienza in cantina.

Precursori dell’enoturismo insomma.
Da allora, valori come la famiglia, la natura, il duro lavoro sono stati trasmessi a migliaia di turisti.

Oggi a guidarla è Carmelo giunto alla sua 40’ vendemmia. L’azienda fa parte di quel piccolo 8% che in Trentino fa il vino senza conferire alle cantine sociali.

 

 

In campo le uve vengono diradate e cimate per ottenere la massima qualità del grappolo.. Un grande videowall proietta costantemente le immagini raccolte dalle webcam dislocate nei vari vigneti di proprietà. Un viaggio virtuale nelle suggestive colline trentine per comprenderne tutta l’essenza.

I dettagli sono accuratamente studiati. Nulla è lasciato al caso, l’imbottigliamento, curato in cantina da Carmelo, viene fatto man mano che il vino è maturo.
La cantina stupisce. Una serie di tunnel delle meraviglie che proteggono le bottiglie che riposano in affinamento tra opere d’arte e musica, a cullare il riposo delle bottiglie. Una vera e propri Basilica del Vino, come la chiama Carmelo, dove anche gli antenati vengono ricordati con foto e dediche.
Sono all’incirca 70 mila le bottiglie che stazionano in cantina tempi più o meno lungi, per dare il meglio del territorio e per garantirne longevità.

 

Il Trentino di Grigoletti
Il Trentino di Grigoletti
Il Trentino di Grigoletti
Il Trentino di Grigoletti
Il Trentino di Grigoletti

 

 

 

 

 

 

Il Trentino di Grigoletti
Il Trentino di Grigoletti

 

 

Tra i vini, il Grigoletto Emozioni d’Anfora, un assemblaggio di varie annate di Chardonnay affinate in anfora per un vino base unico, passato in autoclave per mesi, per una bollicine fine e fragrante.

Il Retiko, che prende il  nome dagli antichi abitanti del luogo, i Retici, presenti in zona ancor prima dei romani. Chardonnay, Sauvignon bianco lasciato in vigna a surmaturare ad aspettare che l’Incrocio Manzoni (che conferisce nota minerale) sia pronto per la vendemmia. Viene poi fermentato in barrique di acacia e i lieviti depositati vengono rimessi in sospensione dal batonage settimanale per esaltarne la cremosità. Infine, circa un anno e mezzo in bottiglia a dare il giusto equilibrio.

 

La passione per lo Chardonnay la si ritrova anche in Opera, una selezione in campo delle migliori uve, con affinamento poi di 32 mesi. Il risultato è un vino avvolgente, dal profumo di frutta tropicale e miele.
Immancabile per tipicità la Schiava qui denominata della Vallagarina.
Tra i rossi il Cabernet Trentino Doc, e la Selezione Merlot Antica Vigna.
Due i vini da meditazione: il San Martim da uve bianche passite e il Maso Federico rosso da uve surmature.
Tantissima passione, l’amore per la tradizione e il culto dell’ospitalità rendono una visita alla Grigoletti un’esperienza che Carmelo, insieme alla moglie Marica sapranno rendere indimenticabili.
Sito web qui

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Sonia Biasin

Giornalista pubblicista, diploma di sommelier con didattica Ais e 2 livello WSET. Una grande passione per il territorio, il vino e le sue tradizioni.

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