Stile e Società

Il tempo ci darà ragione, a chi e quando?

Il tempo è galantuomo, dicono, alla fine mostrerà da che parte sta la ragione. Non occorrerà aspettare “qualcuno” che abbia la sincerità di riconoscerlo, il Tempo farà pulizia, prima.

Per colpa della pandemia globale di Covid-19 ci siamo trovati bloccati in un tempo senza fine, prorogato di lasso in lasso di periodi a suon di decreti e circolari, confusi e confusionari, prolissi e inconcludenti, scorretti e oltremodo imprecisi da far coprire di ridicolo chi li ha scritti e pure chi pomposamente li declama al pubblico.

Ci siamo sentiti dire “coraggio, ancora due settimane di sacrificio”, e poi ancora due e ancora due, a ripetizione. Ora si parla di mesi, ma a coppie di settimane, e mai sembrerà finita l’emergenza.

Ci siamo privati della libertà, recludendoci negli spazi ristretti delle nostre abitazioni, per obbedire all’esortazione di essere consapevolmente solidali ed altruisti, sotto la nuova bandiera del #iorestoacasa, e intanto, nello Stato emergenziale, non solo muoiono persone, ma vediamo lo strazio di tutti i settori economici italiani bloccati e illusi da promesse e promesse, in tale punto di crisi che la maggior parte delle aziende rischiano il fallimento, con la crescita di milioni di nuovi poveri.

Promesse e promesse, parole e parole, “ci stiamo lavorando” e intanto il tempo vola, mentre sugli schermi vanno in onda gli innumerevoli teatrini a reti unificate, con l’aggravante dello spreco del nostro tempo nell’attesa degli appuntamenti sempre in vergognoso ritardo, per poi lasciare il tempo che c’era.

A proposito del “tempo”, filosofi, scienziati, poeti e artisti, da millenni hanno cercato di dare una qualche risposta a uno dei grandi interrogativi dell’uomo. Questa categoria astratta della dimensione umana, oggi non appartiene più a noi.
Il nostro tempo personale, la dimensione privata dove l’individuo ha la possibilità di essere sé stesso, è assoggettato agli umori del Governo. Niente “tempo libero” da impiegare secondo le nostre attitudini e niente “tempo di lavoro”.

Decide la politica quello che i cittadini possono fare.
E decide pure sulla libertà religiosa.

Nemmeno hanno facoltà di decidere i supremi improvvisati comitati di tecnici altolocati, talmente altolocati che non hanno una minima idea di che cosa ha bisogno l’artigiano rimasto senza lavoro.

Ma tutti i nodi verranno al pettine, “tempo al tempo”.
Mettiamo da parte lo scetticismo, il Tempo dà sempre ragione a chi sa aspettare. E dopo la disperazione di tanti, ci aspettiamo un bel sottosopra! Anzi un Quarantotto.

Non contino troppo sulla cieca obbedienza degli italiani.
Gli Italiani non sono ciechi. E nemmeno resteranno muti, sotto le mascherine, ventilate perenni.
La società reale è già troppo arrabbiata.
Lo sconquasso ce lo aspettiamo anche nelle sedi lassù in Europa.

Prima o poi, noi usciremo ed altri, prima o poi, se ne andranno a casa, scornati.

Maura Sacher


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