Tribuna

Il sughero modello di sostenibilità: un museo ne racconta la storia, millenaria

Il sughero modello di sostenibilità: un museo ne racconta la storia, millenaria

In mostra il sughero a Conegliano, Città del Vino, le mille vite di uno straordinario dono della natura. Naturale, riutilizzabile e riciclabile, il sughero è uno dei materiali più versatili al mondo.

Conegliano, storica città del vino (qui nel 1874 Antonio Carpenè fondò assieme all’ing. Giovan Battista Cerletti la prima Scuola Enologica Italiana). Con le splendide colline del Prosecco, oggi patrimonio mondiale dell’Unesco, che le fanno da corona.

In questi giorni ospita nella prestigiosa sede di Palazzo Sarcinelli una bellissima mostra sul sughero:

“Le mille vite di uno straordinario dono della natura”.

Un viaggio tra storia, innovazione e sostenibilità.

Un percorso su una filiera dal grande valore didattico che racconta dapprima la capacità di ricavare da Madre Natura nuove tecnologie e, in secondo luogo.

Creare dai tappi in sughero sapientemente utilizzati bellezza e valore.

Il sughero modello di sostenibilità
Il sughero modello di sostenibilità

 

Il sughero modello di sostenibilità: un museo ne racconta la storia, millenaria

“Dire che il tappo in sughero è una risorsa è riduttivo” ha dichiarato Carlos Veloso dos Santos, amministratore delegato di Amorim Cork Italia e promotore dell’iniziativa.

“Il sughero è un dono della natura, è un gioiello della tecnologia, è linfa vitale per il futuro.

Amorim  (il colosso portoghese leader mondiale nella produzione di tappi di sughero, ndr).

Può permettersi di dire che è “green” perché lo mostra, letteralmente, e lo dimostra ogni giorno.

Per questo contrastiamo da sempre la pratica del Greenwashing (ecologismo di facciata), operato con vigore anche nel nostro settore.

È così che nasce il nostro museo d’impresa: per raccontare la filiera sostenibile del sugher

o dove nulla viene sprecato. Per spiegare anche come Amorim ha saputo reinventare una linea di design con una piccola parte dei tappi in sughero, ogni anno finiscono nei rifiuti.

Vi invito a scoprire il nostro affascinante mondo, di alto livello ma capace, come la Natura, di essere sempre a portata di mano.”

Il percorso espositivo della mostra è stato realizzato nell’ambito del progetto «Suber, Il tappo di sughero tra storia, innovazione e sostenibilità made in Veneto». Coordinato da Cuoa Business School in favore di Amorim Cork Italia Spa e finanziato dalla Regione del Veneto tramite il Fondo Sociale Europeo.

Il sughero modello di sostenibilità

Le stanze di Palazzo Sarcinelli con i profumi e i suoni della foresta

Le stanze della suggestiva location sono così la cornice a un racconto a tutto tondo, mai visto prima, alla luce del know-how di ben 150 anni di storia targata Amorim.

L’esposizione prende vita da un’accoglienza sensoriale avvolgente, con i profumi della foresta e i suoni riconoscibili ed emozionanti dell’attività di “decortica” (il distacco ogni nove anni della corteccia dalla pianta da parte di maestri d’ascia, operazione che dà il via alla filiera di realizzazione dei tappi).

Segue l’approccio con la storia e l’utilizzo del sughero, con un focus sul tappo.

Una sezione è poi dedicata al Progetto eno-solidale Etico, iniziativa con cui dal 2008 Amorim Cork Italia ha reso capillare nella Nazione la raccolta dei tappi in sughero usati, grazie alla partecipazione dei volontari di 45 onlus che ricevono, in cambio, un sostanzioso contributo da devolvere alle proprie attività.

E’ il progetto che, nel corso degli anni, ha unito l’intento sociale alla sostenibilità ambientale. 

L’economia circolare del sughero: nulla si distrugge

L’ultimo step per il raggiungimento di un’economia circolare completa, ovvero la generazione di valore economico, è la realizzazione, con Suber, di una linea di oggetti di alto livello di design creati con l’uso della granina derivante dai tappi riciclati, a cui viene dedicata un’ulteriore tappa del percorso museale.

La seconda vita dei tappi risulta così un arricchimento anche per la collettività, lasciando così, evidente, il messaggio che essere sostenibili conviene.

In particolare, emerge centrale l’economia circolare del sughero in una prospettiva di integrazione verticale della produzione, ma anche di creazione di bellezza a partire da quello che fino a pochi anni fa sembrava non servire più.

Alla fine del percorso museale vengono raccontate le partnership di Amorim Cork Italia: storie di sostenibilità e contaminazioni dal grande valore, anche territoriale, in un’unione di intenti che arricchisce ulteriormente il messaggio di Suber.

Amorim, ogni anno vende nel mondo oltre 4 miliardi di tappi 

Il Gruppo portoghese Amorim è la prima azienda al mondo nella produzione di tappi in sughero. (ne vende oltre 4 miliardi ogni anno) ed è in grado di coprire da sola oltre il 40% del mercato mondiale di questo comparto e il 28% del mercato globale di chiusure per vino.

Conta 22 filiali distribuite nei principali paesi produttori di vino dei cinque continenti.

Amorim Cork Italia, con sede a Conegliano (Treviso), filiale italiana del Gruppo Amorim, si è confermata nel 2020 azienda leader del mercato del BelPaese.

Con i suoi 56 dipendenti e una forza commerciale composta da 35 agenti, nel 2020 ha venduto in Italia 600 milioni di tappi.

La sua leadership è dovuta ad una solida rete tecnico-commerciale distribuita su tutto il territorio della Penisola.

Un efficace servizio di assistenza pre e post vendita ma anche all’avanguardia dei suoi sistemi produttivi e gestionali e soprattutto del suo reparto Ricerca&Sviluppo.

Al quale si associa una spiccata sensibilità per la tutela dell’ambiente e in particolare per la salvaguardia delle foreste da sughero.

Lo sguardo al futuro vede una sempre più solida alleanza tra Tecnologia e Natura.

Con la chiusura del circolo virtuoso avviato con Etico grazie alla linea Suber, design nato dalla granina dei tappi raccolti dalle onlus e riciclati.

Importa tantissimo, infine, il discorso sulle risorse umane, con oltre 14 iniziative di work-life balance per una migliore armonia tra vita personale e lavorativa della grande famiglia Amorim.

In alto i calici. (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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