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Il rilancio di Castel Pergine

Il rilancio di Castel Pergine la gestione del Ristorante gourmet affidata alla giovane coppia che opera già al "Semola Fina"

Il rilancio di Castel Pergine

La giovane coppia Manuel Merlo e Sofia Omodeo Iuli.

Dal marzo prossimo la gestione del Ristorante gourmet sarà affidata ad una giovane coppia che opera già al “Semola Fina” di Madonna di Campiglio.

Ravioli vongole, patate e cime di rapa

Un ritorno ai fasti del passato.

Questo l’intendimento della Fondazione Castel Pergine che oltre al suggestivo hotel d’epoca intende rilanciare il ristorante gourmet, per molti lustri gestito dalla coppia Theo e Verena Schneider, affidandone la gestione ad una giovane coppia: Manuel Merlo e Sofia Omodeo Iuli.

 

Porteranno la loro professionalità, maturata con esperienze in alcuni ristoranti stellati italiani e francesi, all’interno di un progetto orientato alla sostenibilità e al basso impatto ambientale con l’utilizzo di prodotti locali e materie prime biologiche.

Antica residenza signorile per volere di Massimiliano I d’Asburgo

Un’immagine suggestiva di Castel Pergine imbiancato

Eretto in epoca romana sul colle che domina Pergine, nell’Alto Medioevo l’antico maniero ebbe la funzione di baluardo difensivo per la comunità e fortilizio per controllare le vie di accesso alla Valsugana ed in particolare i traffici legati allo sfruttamento delle miniere della Valle del fiume Fersina.

Carciofo in salsa verde

Fu trasformato in residenza signorile per volere dell’imperatore Massimiliano I d’Asburgo nei primi anni del XVI secolo e successivamente ceduto ai principi vescovo di Trento. 

 

Dopo la soppressione del principato, nel 1826 la proprietà fu ceduta alla Mensa vescovile di Trento che affittò il complesso fortificato ad alcune famiglie di contadini.

Nel 1905 fu acquistato dal nobile imprenditore bavarese Ferdinand Putz che nel 1920 lo cedette al Comune di Pergine. 

 

Nel 1956 fu acquistato dall’ing. Mario Oss, perginese d’origine, con studio professionale a Zurigo, che lo trasformò in albergo-ristorante affidandone in epoca successiva la gestione a Theo Schneider e Verena Neff.

Il 29 novembre 2018 l’acquisizione da parte della Fondazione Castel Pergine Onlus che ora intende rilanciarlo come cenacolo culturale e punto d’incontro di quanti amano l’arte, la musica e la buona tavola.

Manuel Merlo e Sofia Omodeo Iuli i numi tutelari del nuovo ristorante

Spaghettino al burro affumicato, pepe verde e liquirizia

A partire dalla stagione 2023 la cucina di Castel Pergine sarà affidata a due giovani chef Manuel Merlo e Sofia Omodeo Iuli. 

 

Il ristorante all’interno del Palazzo Baronale, attivo da fine marzo ad ottobre, si chiamerà “Semola Fina al Castello”, riprendendo il nome del ristorante che la coppia gestisce a Madonna di Campiglio, ristorante premiato dalla Guida dell’Espresso e che resterà operativo nel periodo invernale.

Manuel Merlo, dopo aver frequentato la scuola alberghiera di Riva del Garda, ha avuto esperienze in ristoranti stellati in Trentino e in Veneto, dopodiché è entrato a far parte dello staff del ristorante “Cracco” a Milano dove ha svolto il ruolo di capo partita ai primi.

 

Lì è entrato in contatto con Matteo Baronetto che lo ha portato a Torino per l’apertura del ristorante “Del Cambio”, dove ha svolto il ruolo di Junior Sous Chef per 5 anni.

 

In questo locale ha conosciuto Sofia Omodeo Iuli, che si era formata come pasticcera a Colorno alla Scuola di Alta Cucina Alma ed insieme sono successivamente partiti per Parigi dove lui ha lavorato nelle cucine di Pascal Barbot e di David Toutain, mentre lei ha fatto esperienza nella cioccolateria di Jacques Genin. 

Nel 2021 hanno aperto a Campiglio un loro ristorante: “Semola Fina” 

Ostrica al finocchio

Tornati a Torino, hanno lavorato insieme al ristorante “Condividere” e da luglio 2021 hanno aperto il loro

ristorante “Semola Fina” a Madonna di Campiglio, che nella selezione delle candidature ricevute è stato individuato quale partner ideale per la ristorazione di Castel Pergine nel rispetto dei valori e delle caratteristiche identitarie di questo luogo storico.

L’offerta gastronomica di “Semola Fina al Castello” sarà caratterizzata da una cucina gourmet che attraverso la proposta di un menu degustazione e un menu alla carta inviterà l’ospite ad

Manzo al vino rosso e cipolla alla brace

un percorso esperienza alla scoperta di sapori, profumi e consistenze, attraverso abbinamenti originali e con l’utilizzo di tecniche di preparazione innovative.

 

Un vero e proprio viaggio sensoriale per godere

appieno della creatività dei due chef, che con impegno hanno deciso di intraprendere un nuovo percorso a Castel Pergine portando elementi innovativi e tanta passione per il loro lavoro.

 

Alcuni prodotti saranno poi coltivati direttamente in un orto a Castello, impostato con un ciclo di produzione biologico e di compost per valorizzare la stagionalità dei prodotti e favorire il rispetto della natura.

Oltre ad accogliere coloro che vorranno provare la nuova proposta culinaria in Palazzo Baronale, “Semola Fina a l Castello” si occuperà anche del servizio di ristorazione per gli ospiti che trascorreranno tra delle mura di Castel Pergine un soggiorno all’insegna di relax, gastronomia e arte.

Ca’ Stalla sarà aperta da giugno a settembre come caffetteria-bistrot
Cioccolato, capperi e tabacco

La Ca’ Stalla, ubicata all’interno di un piccolo edificio rurale nei pressi della torre d’entrata e gestita fino all’autunno scorso da Fiorenzo Varesco (Osteria Storica Morelli di Canezza),

 

sarà invece aperta da giugno a settembre come caffetteria-bistrot e sarà gestita direttamente dalla Fondazione Castel Pergine,

 

per garantire un servizio di ristoro ai numerosi visitatori che frequentano abitualmente il maniero durante la stagione estiva in occasione di una passeggiata, di una visita guidata o per partecipare ad uno dei tanti eventi organizzati dalla Fondazione Castel Pergine Onlus.


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