Il prosciutto di San Daniele è sempre più tracciabile a prova di frodi

Il prosciutto di San Daniele è sempre più tracciabile a prova di frodi

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Il friulano Consorzio del prosciutto di San Daniele si tutela ulteriormente dalle frodi e pone paletti sulla tracciabilità della filiera, grazie al nuovo sistema che si avvale di un innovativo processo di implementazione informatica.

Valorizzare la conoscenza della qualità del Prosciutto di San Daniele in Italia e nel mondo è stato l’obiettivo del Consorzio, fin dalla fondazione nel 1961.
Il nuovo packaging custodisce tutte le informazioni che certificano la genuinità e l’origine del prodotto, grazie ad un QR code bidimensionale stampato sull’intera produzione delle vaschette dell’affettato, il cui software è stato messo a punto dalla società Beantech di Udine.

Contro ogni tentativo di falsificazione, in questo modo viene assicurato trasparente il sistema di filiera che sta alla base della DOP prosciutto di San Daniele da oltre 20 anni, a partire dal ‘suinetto’ italiano, tatuato entro il mese dalla nascita, e percorrendo tutta la sua storia, documentata dalla certificazione della provenienza e dalle fasi di allevamento sino alla macellazione, quando alla fine le cosce giungono presso il prosciuttificio come materia prima idonea per ottenere un prosciutto San Daniele Doc.
Da un semplice smarphone lo “scan” individua e riconosce le relative informazioni in ogni vaschetta di preconfezionato Prosciutto di San Daniele, rimandando ad un’apposita pagina web del sito www.ilsandanieletrasparente.it. Le voci sul prodotto, in quattro lingue (italiano, inglese, francese, tedesco) contemplano: dalla conferma di autenticità agli allevamenti/macelli e al mese/anno e durata di stagionatura, dalla data e la ditta di affettamento agli ingredienti aggiunti, nonché ad eventuali riferimenti commerciali/marketing.

Con questo progetto di “tracciabilità ai raggi X” (per 500 mila confezioni all’anno), il Consorzio ha dato un impulso alla digitalizzazione della catena produttiva e commerciale, coinvolgendo tutte le 16 linee di affettamento del distretto del Prosciutto di San Daniele, per la cui messa a regime è stato necessario l’acquisto di macchinari tipici dell’Industry 4.0, come: stampanti industriali per la marcatura del codice univoco sulle vaschette, sistema di visione per la lettura del codice, software per la generazione e il confronto tra il codice inviato a stampa ed effettivo risultato ed evocazione delle informazioni associate ad esso.

Il valore complessivo dell’investimento, iniziato nel 2016, supera i 600 mila euro.

Mario Cichetti, Direttore Generale del Consorzio del Prosciutto di San Daniele, ha affermato: «È un primo passo concreto verso una strategia di più ampio raggio verso la realizzazione di una piattaforma di derivazione crittografica in grado di autenticare in modo univoco e sicuro tutte le fasi della filiera produttiva anche utilizzando le potenzialità della blockchain».

Maura Sacher

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