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Il Pomodoro a Congresso

Il pomodoro fin dalla sua scoperta nel Perù da parte dei conquistatori spagnoli era considerato non edibile e importato come una pianta ornamentale, soprattutto per la bellezza dei suoi frutti gialli, color dell’oro, e per il profumo degli steli, tanto che ancora nel ‘700 veniva offerto come omaggio floreale alle dame della corte del Re di Francia.

Finché in Italia, nell’agro nocerino-sarnese, la pianta trovò il clima adatto per il suo sviluppo e il benedettino Vincenzo Corrado (1738-1836), appassionato di erbe, diventato cuoco alla corte di re Ferdinando IV di Borbone, sperimentò l’impiego di vari prodotti della terra e anche di patate e pomodori, che già si sapeva contenenti la tossica solanina. Fu così inventata la salsa di pomodoro, che intanto, tra un trapianto e l’altro era diventato un frutto rosso.
Alla fine del secolo XIX coltivazioni e industrie di lavorazione dei pomodori si diffusero nel Nord e per la precisione nei dintorni di Parma.

 

Oggi, l’Italia è il primo produttore europeo e secondo mondiale di pomodoro industriale, preceduto solo dalla California, ma inaspettatamente questa posizione, da alcuni anni, viene insidiata dalla Cina.
Nel 2013 noi abbiamo prodotto 4 milioni di tonnellate di pomodoro industriale, mentre la Cina circa 3,8 milioni, con un trend di rapida crescita che lascia prevedere nel 2014 possa superare la quota di 5 milioni, mentre è irraggiungibile il primato della California, con 12,2 milioni di prodotto attesi.

Nella classifica dei principali produttori seguono Turchia, Spagna, Iran, Brasile e Portogallo (fonte: World Processing Tomato Council, febb 2014).

 

Le prospettive di produzione, trasformazione, distribuzione e consumo del pomodoro da industria a livello globale saranno discusse nel corso del Congresso Mondiale del Pomodoro, che dopo 21 anni torna in Italia e si terrà a Sirmione sul Lago di Garda dall’8 all’11 giugno 2014, a cui parteciperanno tutti i principali key-player del mercato nazionale ed internazionale, con oltre 500 operatori presenti.

Al congresso parteciperanno anche India, Russia, Brasile e Iran, nuovi mercati di sbocco, e si potranno delineare i futuri assetti di mercato e le politiche di valorizzazione e commercializzazione del prodotto.

 

I relatori nazionali ed internazionali si avvicenderanno nel corso di 6 sessioni dedicate all’analisi del comparto e sui temi specifici come la sostenibilità economica e ambientale della filiera, il futuro del comparto, i modelli d’eccellenza della produzione, le tendenze del packaging, l’equilibrio tra produzione e consumo del pomodoro da industria, i nuovi consumatori di prodotti a base di pomodoro.

 

Maura Sacher


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