Il Nizza, la Barbera del Monferrato di Susanna Galandrino

Il Nizza, la Barbera del Monferrato di Susanna Galandrino

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La storia che porta al Nizza comincia curiosamente sulla sponda “sbagliata” del Tanaro, intorno agli anni ’90, quando un gruppo di produttori iniziò ad incontrarsi per degustare bottiglie rigorosamente coperte, potendole così analizzare e valutare senza pregiudizio alcuno.

Quel vino era proprio Barbera, ma Barbera d’Alba! L’iniziativa che venne presa ad esempio dai giovani vignaioli Astigiani che, imparando dai cugini Albesi, fondarono un’associazione dal nome “Vigne del Nizza”, toponimo storicamente precedente alla definizione della sottozona.

Erano gli stessi ragazzi diplomatisi negli anni ’80 alla scuola enologica di Alba, con un unico desiderio: crescere insieme e fare squadra nel nome della Barbera. Un gruppo animato dal preciso desiderio di promuovere il territorio del Monferrato, così come avevano iniziato e continuavano a fare i loro colleghi langaroli. Nelle cantine di Palazzo Crova, dimora seicentesca della Baronessa Crova, nel pieno centro di Nizza Monferrato, ci si confrontava, si degustava, si criticava, ci si appassionava.

Si respirava vino e si partecipava attivamente a quello che poteva essere definito senza timore “un laboratorio di idee”. Figura di prim’ordine tra tutti fu senz’altro l’oste Tullio Mussa che aprì, nei cantinoni del palazzo, un’enoteca–bottega oggi divenuta Enoteca Regionale, dove egli stesso spinse i vignaioli di Nizza a confrontarsi continuamente. Il primo Nizza venne prodotto nel 2000, come sottozona della Barbera d’Asti Doc Superiore. Solo dal nuovo millennio, infatti, la parola Nizza può finalmente comparire in etichetta associata al nome del vitigno. Il 19 novembre del 2002, anno in cui uscirono le prime bottiglie, si costituì infine anche l’Associazione Produttori del Nizza.

Senza fini di lucro, ha in via esclusiva lo scopo di tutelare, valorizzare e promuovere l’eccellenza della denominazione Nizza e del suo territorio. Ad essa hanno già aderito oltre 43 produttori condividendo l’obiettivo di realizzare, con il massimo impegno, un vino di pregevolezza. Incontro Susanna Galandrino, donna della Barbera e del Nizza, in un sabato di piena vendemmia. Un viso solare, una dolcezza sincera nelle parole e nei gesti che mi accompagneranno nel capire questa nuova denominazione che nasce ormai il 1 luglio del 2014.

La mia esperienza mi conduce alla considerazione che non si conosce mai abbastanza di un territorio e dei suoi prodotti fino a quando non ci si va e non ci si torna più volte, si incrociano volti, esperienze e vita fino a sedersi intorno a un tavolo sorseggiando, magari sulla veranda di casa, un buon calice di Nizza. Così farò con Susanna, aprendo bottiglie, viaggiando metaforicamente nella denominazione. Racconta di come La Gironda nasca solo nell’anno 2000; in precedenza la sua famiglia, pur non producendo direttamente vino, era comunque già legata da lunga data al settore vitivinicolo possedendo un’azienda che commercializzava macchine enologiche: “In famiglia i terreni e le vigne non mancavano, sia da parte di madre che di padre, nelle zone di Sarmassa e Vinchio Vaglio”.

La tradizione e la cultura del vino sono state sempre parte della vita di Susanna. “Il passo più logico è stato quello di diventare produttrice in prima persona, fondando La Gironda, certa di poterla far crescere partendo dalle esperienze pregresse, ma soprattutto provando, sbagliando e imparando giorno dopo giorno direttamente sul campo”. E un’unica certezza, quella di voler produrre Barbera, una “Barbera Buona.

Prima ancora che la Docg diventasse una realtà, Susanna ha anticipato i tempi cercando quanto di più adatto, in termini di clima e terroir, la zona di Nizza Monferrato potesse offrire per la sua interpretazione di una grande Barbera, meglio ancora di un grande Nizza. Altri vigneti dedicati a Brachetto, Nebbiolo e Moscato si trovano a Calamandrana, con una piccola parte di Cabernet, destinata al Monferrato Rosso.

A oggi l’azienda dispone in totale di 7 ettari di vigneto; la scelta di basse rese grazie a cloni non eccessivamente produttivi, potature corte e diradamenti è la via per raggiungere il livello di qualità che da sempre La Gironda si è prefissata. La prima vendemmia della Barbera risale al 2002. Susanna ha aderito fin da subito all’Associazione Produttori del Nizza, anzi, ne ha fatto parte ancor prima che si creasse ufficialmente. Il suo Nizza ha quindi conquistato i mercati americani insieme ai paesi del Nord Europa, tra cui la Norvegia, curiosamente uno dei primi mercati di vendita, insieme alla più vicina Germania.

Una storia, quella della Barbera del Monferrato, che si perde nella notte dei tempi, come potrebbe essere quella di tante zone d’Italia. Qui però succede qualcosa di speciale, nasce la volontà del confronto, viene messo da parte l’essere concorrenti per superare in gruppo i limiti del singolo. Prima viene la denominazione, nella sua identità, poi, quando sarà affermata, ognuno farà la sua corsa. Mi vengono in mente le parole di Maurizio Zanella sentite durante una serata di degustazione “non ci può essere un grande vino se dietro non c’è una denominazione di successo”. C’è fretta, giustamente tanta fretta, di recuperare il tempo perso nei secoli lungo la strada, per tutto quello che era solo del Monferrato e i territori vicini si sono conquistati. Gli uomini possono fare differenza. E la stanno facendo.

L’assaggio: Nizza Docg “Le Nicchie” 2014. È il primo Nizza! Barbera in purezza che vede la luce dopo un affinamento di dodici mesi, parte in barrique e parte in tonneau, un terzo delle quali nuove; riposa successivamente ancora in bottiglia per dodici mesi. Naso dirompente, il frutto rosso si alterna a sensazioni di cuoio e caffè, profondo e suadente. Il colore rosso rubino vira a sfumature violacee, facendo presagire una grande struttura. È pura voglia, il desiderio di portarlo alla bocca diventa irrefrenabile. Al palato è vellutato, avvolgente, il tannino gentile, morbido, levigato, si integra e lascia spazio a una freschezza riposante, linfatica. Una Barbera che non avrà paura di caricarsi qualche anno in più sulle spalle.

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