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I ristoratori scendono in piazza per rivendicare il diritto al lavoro

I ristoratori italiani sono una delle categorie più colpite dalla pandemia e dalle misure adottate dai vari governi che si sono succeduti.

L’attuale esecutivo carrozzone che ha imbarcato quasi tutte le forze politiche non sembra discostarsi dalla dura linea fin qui seguita.

Ancora non capisco perché se e quando potranno riaprire trattorie, ristoranti, osterie, pizzerie, wine bar non potranno essere aperti la sera.

E sicuramente l’asporto non è sufficiente a coprire nemmeno le spese. I buoni ristoranti degli agriturismi non possono nemmeno praticare l’asporto essendo dislocati fuori dalle città.

In tutta Italia i ristoratori sono scesi in piazza per protestare e chiedere di poter riaprire seguendo le giuste norme igieniche.

È partito da Milano “Io apro Tour” che coinvolge molte città per chiedere la riapertura della attività di ristorazione.

La scorsa settimana i ristoratori di Bologna,  provincia e della regione si sono ritrovati allo storico Mottagrill del Cantagallo a Sasso Marconi.

Non a caso si sono ritrovati al Mottagrill del Cantagallo.

I ristoranti dei grills in autostrada sono aperti anche alla sera e non si capisce perché.

Hanno percorso il tratto fino al casello senza provocare troppi fastidi al traffico.

Purtroppo c’era chi non aveva la mascherina e questo non va bene. La vigilia di Pasqua si sono ritrovati in Piazza Maggiore per la seconda volta i patron e gli chef dei ristoranti aderenti ad ASCOM, CNA, TOURTLEN E CONFESERCENTI.

Una manifestazione nazionale si è tenuta a Roma dopo Pasqua e i ristoratori sono andati di fronte a Montecitorio.

Lamentano l’esiguità dei ristori e i ritardi negli accrediti che a molti di loro non sono nemmeno arrivati.

A Bologna in settimana 15 ristoranti che aderiscono a “Io apro Tour” rimarranno aperti e sono pronti ad affrontare le conseguenze.

Le aperture a singhiozzo non servono a nulla. I locali sono chiusi praticamente da mesi e dopo le spese affrontate per mettere in sicurezza clienti e operatori. 

È una situazione scabrosa e i continui rinvii per le riaperture non fanno altro che esasperare la situazione.

Migliaia di attività ristorative non riapriranno più con gravi conseguenze sulla occupazione.

Professionalità di ottimo livello acquisite negli anni verranno disperse e annullate.

Sembrava certa la riapertura verso la metà di Aprile ma non ci sono nuovi  aggiornamenti.

Il silenzio dell’esecutivo carrozzone contraddistinto dalle impeccabili giacche e dall’algido aplomb del presidente del consiglio è davvero assordante e imbarazzante.

Umberto Faedi 


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