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I produttori di Pinot Bianco del Collio si uniscono

Sette marchi che hanno fatto la storia della viticultura nella regione Friuli Venezia Giulia si sono riuniti in una rete d’impresa per sostenere il Pinot Bianco del Collio.

Sette produttori storici hanno deciso di mettere assieme competenze ed esperienze: Castello di Spessa, Livon, Pascolo, Russiz Superiore, Schiopetto, Toros e Venica&Venica, cantine situate in Comuni della Provincia di Gorizia.

La rete d’impresa Pinot Bianco, presentata il 30 giugno 2021 nelle vigne dell’azienda Pascolo a Ruttars di Dolegna del Collio, ha tra i suoi obbiettivi la valorizzazione e la promozione di tale vino e nello stesso tempo esaltare le peculiarità del territorio.

Il territorio, il Collio, è una terra con storia e cultura e specificità uniche che non possono essere disperse né inglobate in altre realtà con altre tradizioni. Per questo le sette famiglie si considerano “sentinelle” del Collio, habitat ideale per i vigneti, a marcata prevalenza di vitigni a bacca bianca, con i suoi terreni arenari e marnosi e le morbide colline ben esposte a Mezzogiorno e moderatamente ventilate dal vento di Nord-Est.

La rete d’impresa Pinot Bianco è un progetto innovativo promosso da cantine che credono in questo vitigno come simbolo di una produzione di eccellenza, e vogliono preservarlo, in una regione nota nel mondo proprio per i suoi vini bianchi.

«Siamo convinti che questo progetto al quale per ora abbiamo aderito in sette – ha affermato Ornella Venica – a breve vedrà la partecipazione di altre aziende».
Marco Felluga, delle Aziende Marco Felluga e Russiz Superiore, ha ribadito: «Con il Tocai sappiamo come è andata, ora possiamo dire che il Pinot Bianco sarà il nostro vino, il vino del nostro futuro».

Sulle colline del versante goriziano del Collio (che geograficamente si estende anche in Slovenia, dove viene chiamato Brda), gli ettari vitati sono circa 500, di cui 16 di vitigni di Pinot Bianco, per una produzione complessiva di 76mila bottiglie all’anno.

Nonostante il Pinot Grigio rappresenti la parte dominante con il 30% della produzione, il Pinot Bianco ha una sua espressione precisa di estrema qualità, «rappresenta una vera e propria perla» tra i prodotti tipici di questa area.

È un vitigno delicato, di difficile gestione, ama le zone fresche e richiede molta cura.
I grappoli sono compatti, chiusi a pugno, con gli acini stretti l’uno all’altro.

Il vino Pinot Bianco ha tonalità molto chiare che variano dal giallo paglierino alle sfumature verdoline.
Da gustare fresco si propone come una vellutata carezza in bocca, e offre un ventaglio di profumi delicati, floreali, come di rose, glicine, gelsomino, acacia, ma anche fruttati, tra susina, pera, mela; ci si può percepire alla fine anche un sentore pepato.

Nonostante non sia tra i vitigni autoctoni del Collio goriziano, come la Ribolla o lo Schippettino, è dalla metà dell’800 anni che il Pinot Bianco viene coltivato nell’area collinare.
Le prime barbatelle furono portate dalla Borgogna in occasione del matrimonio tra la giovane Elvina e il conte Teodoro de la Tour. La coppia ricevette come dono di nozze una tenuta di 100 ettari attorno a Russiz di Capriva, che allora apparteneva all’Impero Asburgico come tutta la provincia di Gorizia.

Oggi Russiz appartiene alla famiglia Felluga, partendo da Giovanni, già viticoltore, trasferitosi in Friuli negli Anni Trenta, dopo la Prima Guerra Mondiale, dall’Istria.
Marco, il penultimo dei sette figli di Giovanni, formatosi da giovane alla prestigiosa Scuola di enologia di Conegliano ha continuato l’attività dei suoi antenati, ed è stato lui l’ispiratore della alleanza delle aziende per promuovere e difendere il Pinot Bianco del Collio.

Maura Sacher


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