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I mercati esteri premiano il vino italiano

Il giro d’affari legato all’export del vino made in Italy si fa sempre più interessante per la debole economia di casa nostra.

Nel 2012 è salito a 4,7 miliardi di euro il fatturato del vino italiano all’estero, in aumento del 6,5 per cento rispetto all’anno precedente, nonostante una riduzione dei volumi esportati (elaborazioni Ismea dei dati Istat). Poco più di 21 milioni di ettolitri di vino (l’8,8 per cento in meno del 2011), infatti, sono stati esportati nei mercati esteri, per effetto soprattutto della minore disponibilità di prodotto. Questi dati confermano che la ricetta anticrisi per il vino italiano è vendere all’estero, poiché dal 2010 i consumi interni di vini e spumanti hanno subito un calo, con un consumo pro capite di poco più di 40 litri di vino all’anno, rispetto agli oltre 60 di quasi venti anni fa. Nonostante la battuta d’arresto, sottolinea l’Ismea, l’Italia ha confermato la sua leadership mondiale per quantitativi esportati, seguita a breve distanza dalla Spagna, che nel 2012 ha spedito all’estero circa 19 milioni e mezzo di ettolitri (14 per cento in meno su base annua). Dall’analisi delle principali destinazioni del vino made in Italy, si segnala una progressione nel mercato Nord Americano, con le vendite in Usa e Canada in crescita nei valori rispettivamente del 6 e dell’11 per cento. Prosegue a ritmo sostenuto l’aumento in Cina e Giappone, dove l’export tricolore ha messo a segno un più 15 e un più 28 per cento. In Germania e Regno Unito è aumentato solo il fatturato (rispettivamente del 4 e del 5 per cento), mentre le quantità esportate si sono contratte. Oggi l’offerta italiana rappresenta il meglio dell’enologia mondiale, in termini di qualità e di originalità grazie al suo patrimonio di vitigni autoctoni, con prezzi concorrenziali in relazione anche all’appeal del made in Italy e della cultura che il nostro vino rappresenta nel mondo. “Per mantenere la leadership degli scambi mondiali di vino – ha detto Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – è fondamentale continuare a promuovere un’immagine unitaria del sistema enologico italiano, per dare forza ai valori della nostra tradizione, ma anche per dare valore alle risorse messe in campo”. Certamente il posizionamento del vino italiano rispetto ai competitor internazionali è di tutto rispetto, ma occorre intervenire nei mercati che esprimono maggiori potenzialità di crescita, con azioni mirate di marketing.

 

 

 

 

                                                                                           Piero Rotolo

                                                                                      p.rotolo@egnews.it


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Piero Rotolo

Direttore Responsabile vive a Castellammare del Golfo Trapani

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