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I 15 vigneti italiani più belli del mondo

I 15 vigneti italiani più belli del mondo

I 15 vigneti italiani più belli del mondo

Gli spettacolari vigneti che circondano l’Abbazia di Novacella

Dal Trentino Alto Adige alla Sicilia sono le meraviglie da visitare almeno una volta. Quattro in Trentino Alto Adige: Abbazia di Novacella, Magrè (Lageder), Termeno (Vigna Kastelaz di Elena Walch), Pojer & Sandri.

Sette erano le meraviglie del mondo antico: la Piramide di Cheope a Giza, i Giardini pensili di Babilonia, la Statua di Zeus a Olimpia, il Tempio di Artemide a Efeso, il Colosso di Rodi, il Faro di Alessandria d’Egitto.

 

Di queste meraviglie è rimasta integra solo la Piramide di Cheope, oggi tutelata dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità assieme ad altre meraviglie del pianeta:

 la Grande Muraglia cinese, il Colosseo, (Roma), Petra (Giordania), Machu Picchu (Perù), i Templi di Angkor (Cambogia), Taj Mahal (india), la grande barriera corallina (Australia), il Grand Canyon National Park (Stati Uniti), le Cascate di Iguazú (Brasile-Argentina).

Una giornalista Usa ha fotografato i 150 vigneti più belli del mondo

I vigneti della Tenuta biodinamica di Alois Lageder a Magrè

Ma nel mondo non sono queste le uniche meraviglie da visitare almeno una volta nella vita. Ci sono altri tesori: sono i vigneti che oltre alla bellezza del paesaggio raccontano la storia e la cultura di un popolo.

 

Vigneti-icona, autentici capolavori naturalistici che l’ingegno dell’uomo ha modellato nel corso dei secoli assieme alle cantine oggi disegnate dagli architetti più famosi.

Cantine dove prendono forma alcuni dei vini più blasonati al mondo e che esse stesse sono dei monumenti da visitare.

 

Il vigneto Colonia di Fèlsina nel cuore del Chianti Classico

Questi vigneti-icona sono raccontati nel volume fotografico “150 Vineyards you need to visit before you die” dalla giornalista newyorkese Shana Clarke che ha selezionato, come in un catalogo d’arte, 150 tra i vigneti più belli al mondo:

dal Sudafrica all’Argentina, dal Cile agli Usa, dalla Nuova Zelanda all’Australia, dalla Cina al Giappone, dalla Georgia all’Armenia, dalla Germania alla Grecia, dalla Spagna al Portogallo, dalla Francia all’Italia. Il nostro Paese ne vanta ben 15.

 

Sono i  “Vigneti Meraviglia” (Lannoo Publishers, dicembre 2022, lingua inglese, pp. 256, 39,91 dollari).

In Trentino Alto Adige: l’Abbazia di Novacella, Lageder, Walch, Pojer & Sandri 

Mario Pojer e Fiorentino Sandri nel giardino vitato più bello d’Europa

Dall’Alto Adige alla Sicilia, ecco i vigneti italiani da visitare almeno una volta nella vita. Quattro di questi vigneti-icona sono in Trentino Alto Adige:

a Magrè i vigneti di Alois Lageder, simbolo della massima espressione del territorio altoatesino che regala ai wine lover alcune delle etichette più prestigiose del made in Italy.

 

A Termeno la pittorresca vigna Kastelaz, terrazzata, con pendenze da brivido, un vigneto storico dove Elena Walch produce il mitico Gewürztraminer.

 

A Novacella (Varna) l’Abbazia degli Agostiniani con le vigne che circondano uno dei più antichi “monasteri del vino” le cui etichette sono premiate ogni anno dalle guide più autorevoli al mondo.

In Trentino il volume fotografico di Shana Clarke esalta la bellezza dei vigneti dell’azienda agricola Pojer e Sandri di Faedo e Alta Valle di Cembra, definiti il “giardino vitato più bello d’Europa.”

Da Venezia alla Toscana, dal Piemonte alla Sicilia (l’Etna e Mozia) 

José e Antonio Rallo davanti alla tenuta di Donnafugata sull’Etna

Ecco gli altri vigneti italiani da visitare almeno una volta nella vita.

Shana Clarke accompagna gli amanti del bello, oltreche della natura, nel vigneto Colonia di Fèlsina a Poggio a Rancia di Castelnuovo Berardenga (Siena),

un “unicum” nel cuore del Chianti Classico, vigneto dove nasce il mitico Sangiovese Gran Selezione. Sempre in Toscana i filari tra Bolgheri e il mare della Tenuta dell’Ornellaia dove nasce un vino-mito come l’Ornellaia.

 

Ed ancora: i vigneti dell’isola-carcere di Gorgona, dove grazie ai Marchesi Frescobaldi i detenuti producono il Gorgona, il “vino del riscatto”.

 

I filari della Tenuta Greppo-Biondi Santi a Montalcino, dove alla fine dell’Ottocento è nato il Brunello di Montalcino. E sulla collina di Ruffoli nel cuore del Chainti Clasico le vigne della tenuta Querciabella, una delle aziende storiche del Gallo Nero.

Il sogno di Gianluca Bisol: la vigna murata sull’isola di Mazzorbo (Venezia)

Il vigneto murato di Venissa sull’isola di Mazzorbo (Venezia)

In Piemonte le vigne del Barolo Ornato di Pio Cesare, storico cru che ha scritto e sta scrivendo la storia vitivinicola delle Langhe. Ed ancora: il vigneto Martinenga,

il più importante delle Tenute Cisa Asinari dei Marchesi Di Grésy, anfiteatro naturale nel cuore delle colline del Barbaresco. E sempre nelle Langhe le vigne dove nasce uno dei vini più ricercati al mondo: il Barbaresco Sori Tildìn di Angelo Gaja.

In Veneto citazione d’obbligo per Venissa con la vigna murata sull’isola di Mazzorbo (Venezia) dove Gianluca Bisol ha ridato vita alla Dorona, antico vitigno dei Dogi, di cui si era persa traccia. Era il suo sogno, oggi è realtà.

Tra i 15 vigneti da visitare almeno una volta il volume fotografico di Shana Clarke cita, infine, due vigneti-icona della Sicilia: la tenuta di Donna Fugata sull’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa e le vigne di Grillo sull’isola di Mozia, l’antica colonia fenicia nello Stagnone di Marsala, della Tenuta Whitaker di Tasca d’Almerita, riserva naturale e archeologica custodita dalla Fondazione Whitaker.

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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