Hosteria del Durello

Hosteria del Durello

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Hosteria del Durello. Quattro giornalisti e un ristorante a Montecchia di Crosara (VR), una bella giornata settembrina e un pranzo domenicale.
Il Veneto di settembre ci ha accolto con tutto il carico di verde con appena qualche accenno, tra le colline vitate, dei colori della tavolozza invernale e con l’immancabile appuntamento del Soave Versus occasione per conoscere le nuove annate di Soave.


Un momento di ritrovo per la redazione di Egnews ma anche un confronto con il mondo e il territorio del Soave sempre interessante e costruttivo, dove si produce con attenzione e ci si guarda intorno perché, si sa, il mondo va avanti.
Tra un assaggio di Soave e l’altro, in attesa di accedere al palazzo della Gran Guardia di Verona, ci siamo concessi un incontro con lo chef Claudio Burato patron dell’Hosteria del Durello.

L’aria di settembre, il panorama gentile e un ristorante luminoso e vagamente retrò quel tanto che basta, un’accoglienza elegante ma familiare hanno reso, se possibile, le portate ancora più gustose.
Inizio della “sessione” con un Lessini Durello Metodo Classico Tonello e antipasto d’apertura: salmone marinato nel durello, profumato e morbido con l’affumicatura fatta in sede, non invadente,  code di gambero avvolte nelle zucchine e cotte alla brace su letto di dadolata di pomodoro e cipollotto un abbinamento che  unisce alla dolcezza del gambero l’acidità del pomodoro e  il gusto leggermente amaro della cottura alla brace e infine petto d’oca affumicat e prosciutto di cervo con riccioli di burro e crostini.
Imperdibile il risotto, un classico per Burato, cottura perfetta come perfetta la mantecatura,  e il tartufo dei colli circostanti servito in abbondanza e lasciato con “coraggio” , a far bella mostra di se vicino al tavolo.
Per proseguire in attesa della seconda portata Soave DOC Colli Scaligeri Sandro de Bruno  (un Soave nel tipico stile dell’azienda che lavora nel vigneto e in cantina senza cedere al lavoro “facile” che spesso rende i vini tutti uguali)  fruttato, minerale che sorso dopo sorso, racconta il territorio e la sua lunga storia.Un piacere che va sempre rinnovato.

L’arrivo del secondo piatto ci coglie di sorpresa per il servizio sempre perfetto: il taglio della carne appena scottata è stato fatto al tavolo e ogni commensale ha potuto continuare la cottura a suo gusto nel piatto caldissimo; in accompagnamento patate saporite e l’immancabile polenta morbida.

Le porzioni generose ma l’alta qualità delle materie prime ci hanno permesso di gustare anche il dessert, dove sette invitanti proposte (da un tirami sù leggero cotto al vapore ad un carpaggio di ananas con gelato alla crema e salsa di frutti rossi) è stato accompagnato da un Recioto Casarotto Divino 2012.

Pranzo perfetto, servizio di quelli che vorremmo trovare in ogni ristorante, cortesia e simpatia e finale con foto con lo chef.  #pranzopefetto

Roberta Capanni

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