Punti di Vista

Parola chiave “green”, verde come le nostre tasche e il nostro stomaco presto

Green, sostenibile, decarbonizzazione, emissioni zero

Parola chiave “green”, verde come le nostre tasche e il nostro stomaco presto
Green, sostenibile, decarbonizzazione, emissioni zero, sono le parole chiave del momento coniugate con la scoperta dei rapidi cambiamenti climatici e l’allarme per la prossima auto-distruzione del Pianeta Terra.

Ci sono anche queste altre parole nelle carte, nei documenti che i Grandi discutono: globalizzazione, deindustrializzazione, digitalizzazione.
Unitamente a: capitalismo sostenibile, redistribuzione globale del reddito e del tenore di vita.

In breve, un grande “reset”, una “tabula rasa” affinché possa imporsi un sistema completamente nuovo di ristrutturazione dell’economia mondiale e del modo di ragionare della gente.

La pandemia è stata una grande occasione, ha dato l’impulso a molti ripensamenti su come l’umanità recentemente ha condotto la propria esistenza. Vale solo la sopravvivenza fisica.

Di fronte alla malattia non c’è denaro, benessere economico, che tenga, la malattia e la morte sono la “livella” di Totò.
Ma invece del rafforzarsi dei valori spirituali e morali, di pace e di fratellanza, di generosità ed altruismo, si sta creando una frattura tra i modi di pensare.

Verde come le nostre tasche

Con il Covid si è manifestata la coincidenza della decadenza produttiva, il crollo dei Pil nazionali, l’aumento dei costi delle materie prime, l’innalzamento dei prezzi al consumo, e di conseguenza gli albori di una inflazione galoppante.

Raccapricciante la frase di Bill Gates «Nessuno può continuare a lavorare come al solito o rallentare la chiusura». L’obiettivo è di proporre modelli di gestione della società alternativi a quelli esistenti.

Il medesimo concetto è stato espresso da Mario Draghi, appena nominato: «Anche nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare, anche radicalmente, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche».

Se il cambiamento verso il green e la globalizzazione deve passare attraverso la destrutturazione (=distruzione) delle piccole imprese, dell’azienda privata, dei risparmi delle famiglie, qualche riflessione deve essere fatta.

Verde come il nostro stomaco

Se questo green vuole anche sottintendere che devono cambiare anche i nostri gusti alimentari, verde sarà anche il nostro stomaco, dovendo prepararci a rinunciare alla carne perché gli allevamenti consumano troppa acqua, troppa elettricità, e troppa è l’anidride carbonica emessa dai loro intestini, che appesta l’atmosfera di tutto il globo.

E dovremo prepararci a mangiare verdure coltivate in acqua sotto lampadine e non in terra nella campagna.
Anche perché i campi saranno trasformate in estensioni di pannelli solari per catturare l’energia solare e trasmetterla nelle fabbriche (quelle che verranno “salvate”), nelle nostre case e sulle automobili e tutti gli altri mezzi di trasporto (anche treni ed aerei).

E a digerire ogni tipo di insetti, vespe, grilli, scorpioni, scarafaggi, e vermi e larve.

Ed a essere costretti a ingurgitare cibi sintetici, prodotti in 3D, in laboratorio, con esercitazioni sperimentali di sapore e odore.

Maura Sacher


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