La Green Vision della Doc Merlara

La Green Vision della Doc Merlara

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Aumento della sostenibilità ambientale, promozione della gestione integrata degli agro-ecosistemi, potenziamento della biodiversità, sono questi i cardini del Progetto Green Vision, ideato ed organizzato dal Consorzio Tutela Vini di Merlara, i cui risultati verranno esposti nel corso del convegno finale, giovedì 18 luglio, al Museo delle Antiche Vie ad Urbana (Pd).
Una denominazione, la Merlara Doc, con terreni generosi, da gestire nell’ottica della qualità controllandone la naturale generosità. Vini dove, su tutto, spicca l’acidità anche in un’annata come la 2018 che nonostante la generosità a livello quantitativo si è espressa con ottimi risultati sia per il livello di acidità che per il grado alcolico che ha raggiunto tranquillamente 13 gradi.
I vitigni autoctoni qui sono il Marzemino, arrivato qui dall’Antica Grecia e la Malvasia Istriana adorata dai nobili della Repubblica Serenissima e da loro impiantata in questi terreni, a quel tempo loro possedimenti.
«I vigneti ad oggi, sono concentrati a ridosso del Fiume Adige – racconta Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio Tutela Merlara – una zona ideale con tanta acqua. Proprio qui, nacque la Cantina Sociale Adige Fratta con 200 ettari arrivati ad oggi a circa 800» Prosegue ancora Lorenzoni: «Il progetto Green Vision nasce proprio da questa considerazione. Dal forte sviluppo del territorio in atto, in un’ottica verde. L’attenzione ambientale è una via che dovranno percorrere tutte le realtà agricole. Non sempre i vigneti sono lontani dai centri abitati ed è necessario sviluppare progetti che salvaguardino  anche la salute. Vogliamo porre le basi quindi per una nuovo senso di responsabilità che sappia guardare avanti e che diventi una necessità».
Nicola Tormen Consigliere della WBA – World Biodiversity Association si è detto soddisfatto: «Il progetto ci è piaciuto perché parliamo di viticoltura di pianura. Non è certamente eroica ma di importanza fondamentale per la salvaguardia del territorio. Abbiamo valutato le diverse pratiche agronomiche in un panorama naturalistico molto vasto.
Nei vigneti studio, con la pratica del sovescio, abbiamo approfondito le dinamiche tra terreno e la piccola fauna che vi si annida, per meglio comprendere il sistema agricolo. Uno studio importante, che verrà messo nero su bianco per poter essere fruito da tutti. Un progetto che ha senza dubbio dato valore aggiunto alla biodiversità, valorizzandola».
Anche per Enrico Marchesini, Manager di Ricerca in studi GEP e Assicuratore di Qualità in studi GLP di Agrea la biodiversità è alla base di ogni territorio. La denominazione del Merlara è caratterizzata da un territorio dal livello qualitativo molto alto e da un sistema agricolo tra i più elevati nel nord est. Per questo la Green Vision deve diventare il fondamento su cui si basa questa economia: «Chi consuma un prodotto vuole sapere dove è stato realizzato – dichiara lo stesso Marchesini – è quindi importante valorizzarne l’aspetto agrituristico. Con un’immagine che ripudia diserbanti per prediligere la copertura vegetale dei filari e con erbe che migliorano la qualità dei terreni, arricchendolo. Importante anche, nella gestione generale, la proliferazione degli  insetti utili a sterminare i parassiti. Ecco dunque l’utilità di seminare piante a fiore specifiche, che hanno anche il vantaggio di rendere esteticamente gradevole il territorio.
Il programma completo al sito qui.

About The Author

Sonia Biasin

Wine Writer, Diplomata sommelier con didattica Ais e 2 livello WSET. Una grande passione per il territorio, il vino e le sue tradizioni.

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