Go Wine riapre a Roma con “Buono non lo Conoscevo”

Go Wine riapre a Roma con “Buono non lo Conoscevo”

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Con grande impegno e nel pieno rispetto delle ultime normative sanitarie emanate, Go Wine inizia la stagione Romana inaugurandola con una delle sue classiche e riuscite proposte. Buono…non lo conoscevo,  la degustazione in banchi d’assaggio che l’Associazione dedica tutti gli anni ai vitigni Autoctoni, vera ricchezza incomparabile della viticultura Italiana.

Anche stavolta e pur con tutte le limitazioni imposte questa edizione è riuscita a non far rimpiangere quelle precedenti. Come sempre è stato possibile incontrare tante delle varietà che popolano il vigneto Italia insieme ai suoi vini di territorio. Meravigliosi assaggi che hanno attraversato tutto il territorio nazionale, permettendo di fare la conoscenza di tante varietà che non è molto semplice incontrare sugli scaffali delle enoteche romane e con la possibilità di allargare le proprie vedute.

Tra queste alcune menzioni ma al solo scopo di rappresentare la qualità espressa dalle oltre 50 cantine presenti in degustazione. E’ il caso dei prodotti della Cantina di Quistello con le splendide tipologie di Lambrusco Mantovano, in cui il ricco bouquet di mora e lampone si fonde con i toni floreali in una delicata bolla gustosa che non risulta mai ridondante ed aggressiva.

Oppure l’interpretazione “secca” del Moscato di Siracusa, con cui Fausta Mansio sottrae il vitigno dallo stereotipo regalandogli prospettive nuove ed eleganti. La delicata freschezza floreale e di erbe di macchia mediterranea dell’Albarola di Lunae Bosoni in liguria. I vini di Marisa Cuomo ormai un cult tra gli appassionati, che mantengono in vita tutta una viticultura recuperata da vitigni quasi scomparsi in un contesto paesaggistico e strutturale unico al mondo.

L’accattivante eleganza dei toni del Petite Arvine della Valdostana La Source, ma anche i meravigliosi vini di Torraccia del Piantavigna di Ghemme con il Gattinara in testa, intenso, profondo persistente nei toni ferrosi di ruggine e arancia amara disidratata, un vero gioiello.

Non da meno la Campania portata in sala da Cantine del Barone e Cantine dell’Angelo, con i loro vini di personalità estrema come il “Particella 928” e il “Miniere” che, riconoscibili tra tutti per la loro unicità non inseguono target e Doc di riferimento, ma puntano solo ad esprimere al meglio il territorio.

Una sorpresa che tutti hanno apprezzato in maniera manifesta è stata la presenza di “Vite in Riviera”, che ha presentato una selezione di 25 Aziende vitivinicole distribuite tra le provincie di Savona e Imperia con l’intento di promuovere il territorio della Riviera di Ponente.

Tra queste e specialmente con il Pigato, si è potuta esplorare la diversità che l’ambiente pedoclimatico imprime al vitigno generando vini di personalità estremamente diversa ma accomunati dal filo conduttore dell’eleganza. Riguardo a quest’ultima caratteristica non si possono dimenticare i Verdicchio di Montecappone, che con Utopia ed Ergo mostra in maniera cristallina le grandi possibilità del vitigno, sia nell’immediato che nella capacità di trasformare il tempo in grandissima eleganza.

Questi solo alcuni  assaggi in ordine sparso e non rappresentativi dell’ampiezza di qualità presente per questa ricorrenza annuale di Go Wine, pertanto le aziende presenti meritano di essere riportate in toto:

Bricco Maiolica – Diano d’Alba (Cn); Cantina di Quistello – Quistello (Mn); Cantina di Venosa – Venosa (Pz); Cantine del Notaio – Rionero in Vulture (Pz); Cascina Castlèt – Costigliole d’Asti (At); Cascina Mucci – Roddino (Cn); Collis Cantina Veneta – Monteforte d’Alpone (Vr); Consorzio Club del Buttafuoco Storico – Canneto Pavese (Pv); Cuomo Marisa – Furore (Sa); De Tarczal – Isera (Tn); Fausta Mansio – Siracusa; Fratelli Biagi – Colonnella (Te); I Vignai del Casavecchia – Pontelatone (Ce); La Source – Saint Pierre (Ao); La Tordera – Vidor (Tv); Lunae Bosoni – Castelnuovo Magra (Sp); Marengoni – Ponte dell’Olio (Pc); Montecappone – Jesi (An); Scubla – Premariacco (Ud); Sordo Giovanni – Castiglione Falletto (Cn); Stanig – Prepotto (Ud); Stefano Mancinelli – Morro d’Alba (An); Tenuta Sant’Antonio – Colognola ai Colli (Vr); U Cantin – San Colombano Cernetoli (Ge); Vetrère – (Ta).

Piccole Vigne del Piemonte con le cantine: Luca Ferraris – Castagnole Monferrato (At); Torraccia del Piantavigna – Ghemme (No).

Vite in Riviera (Liguria),nata nell’ottobre 2015, Vite in Riviera raggruppa 25 aziende vitivinicole ed olivicole, ubicate tutte tra le provincie di Savona e Imperia, con l’obiettivo di divulgare e promuovere i vini e gli oli liguri della Riviera di Ponente: A Maccia – Ranzo; Anfossi Luigi Blaise – Albenga; Arnasco – Arnasco; Biovio – Albenga; Bruna – Ranzo; Cantine Calleri – Albenga; Cascina Nirasca – Pieve di Teco; Cascina Praiè – Andora; Coop. Viticoltori Ingauni – Ortovero; Durin – Ortovero; Enrico Dario – Bastia d’Albenga; Feipu dei Massaretti – Albenga; Foresti – Camporosso; Guglierame – Pornassio; Innocenzo Turco – Quiliano; La Vecchia Cantina – Salea d’Albenga; Lombardi – Terzorio; Podere Grecale – Bussana Sanremo; Poggio dei Gorleri – Diano Marina; Ramoino – Chiusavecchia; Sartori di Dulbecco – Albenga; Sommariva – Albenga; Tenuta Maffone – Pieve di Teco; Vio Claudio – Vendone.

Viti, Vignaioli in terre di Irpinia con le cantine: Cantina del Barone – Cesinali (Av); Cantine dell’Angelo – Tufo (Av);

Bruno Fulco

 

 

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